domenica 10 marzo 2013

Verde milonga

Penso che mi stia un po' imborghesendo col tango.
Dopo pranzo me ne sono andato a fare un giro nel bosco dietro casa. Poi ho recuperato anche un po'di legna che ho le riserve quasi a zero. Ma queste cose stanno diventando sporadiche.
Il terreno è zuppo, molti ruscelli ora. Dopo parecchi inverni siccitosi quest'anno le precipitazioni sono state abbondanti, spero che le falde si siano ricostituite. Ho visto i primi crocus anche e il solito branco di caprioli.
Ho le mani ruvide ora e sanno ancora di humus e corteccia. Il cielo è cupo e ci sono i primi tuoni dell'anno. Arriverà ancora molta acqua penso tra poco. E' meravigliosa questa milonga verde floreale, mi rasserena, conforta, mi riporta alla sensualità della Natura.
Poi prenderò e me ne andrò ad affogarmi in milonga. Pensavo di andare anche ieri sera, dopo la cena alla quale ero stato invitato a Bologna, poi ci siamo persi in parole e la stanchezza mi ha sorpreso.
Le mie mani ruvide saranno tornate morbide e ben curate, pronte ad accogliere delicatamente la mano destra di te, donna, per amarti per tre minuti.

4 commenti:

  1. Stupendo. Adoro usare le mie mani con la natura, le piante, i fiori, la terra, la legna...e poi usare le mie stesse mani sulla pelle delicata di una donna. E sentirla tutta nei miei polpastrelli...

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  2. Sì, John. E' la meraviglia dei sensi "bassi", olfatto e tatto.
    La Donna è la Natura e c'è una così stretta vicinanza. Anzi, direi che sono due espressioni, due forme diverse della stessa essenza.
    Con i polpastrelli tocchiamo, accarezziamo, delischiamo, afferriamo, sfioriamo, mescoliamo, titilliamo. Con le mani amiamo.

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Rumore, robaccia fuori posto, pettegolame, petulanze, fesserie continuate e ciarpame vario trollico saranno cancellati a seconda di come gira all'orsone.