venerdì 17 novembre 2017

Simil contadinesco

Così si apre questa pagliacciata. Fabbrica contadina è un ossimoro. I contadini dell'eccellenza, alcuni dei quali li frequento per il GAS, sono ostili a questo teatrino disneyano, a questo parco dei divertimenti. Rendere tutto uno spettacolino con brillantini, artificiale, divertimentificio.
Ciò distrae dalla cultura contadina, dalle difficoltà che le piccole e medie aziende contadine affrontano, con una normativa vessatoria fatta per aziende enormi, da ciò che conta che è ricostruire una qualche relazione, un qualche rapporto empatico tra mondo contadino e consumatori inurbati. Vi dicevo (!?) del contadino cattococomeriano del GAS che non può più prodursi i pulcini in proprio?! Deve andare a prenderseli col proprio pick-up in una certa azienda. Questa sarebbe una norma contro l'aviaria. Come mandare i bambini a prendere la merendina confezionata al distributore del tubercolosario per proteggerli dalla salmonella. Siamo alla follia. Avrei una bella sfilza di norme vessatorie da raccontare, che, zeloti burocrati in regione o a Bruxelles, si inventano nel loro zelo progressista “come possiamo rendere la produzione più igienica/standard/sicura/migliore/industriale/a norma/... ?”

Così si inventa questo format (il termine del lessico della scatola inquina-menti mi fa cagare ed è quindi appropriato) per cittadini in cerca di emozioni leggere pseudo contadinesche da consumare dopo l'ape o il cross-fit. Invece di andare al cinema, a spippolare sul faccialibro o al buling, si va al teatrino simil rurale. Corso di un'ora per imparare a fare il formaggio o qualcosa del genere. A me sembra talmente cretino per cretini da farmi quasi sorridere.
Dopo il Merdpo meneghino 'sto divertimentificio bolognese.

giovedì 16 novembre 2017

Asprezze materne

Lunedì sera ho tentato di parlare con mia madre. Le ho chiesto se sarebbe possibile, durante le vacanze natalizie, andare qualche giorno nella sua casa di montagna con gli _zzz. E' sempre un momento critico: mia madre ha un rapporto morboso con la sua casa, così ha sclerato anche lunedì sera.
Basta una semplice domanda “Potrebbero venire gli _zzz?” ed è iniziata una filippica via più lunga e dura ad ogni mmh del mio essere basito, ammutolito. Peraltro _zzz e _zzzino sono persone garbate, fini, ospiti encomiabili. Emerge il potere e ciò che esso porta con sé, tra cui, non ultima, la volontà di far male, anche di umiliare. Mia madre non è diversa da altri esseri umani e gli anelli del potere, per dirla tolkenianamente, stravolgono anche lei.
Inutile tentare anche solo un blando tentativo di convincimento sul fatto che la casa rimanga disabitata 48 o 49 settimane all'anno nuoce ad essa stessa. Io la considero una completa insensatezza e non sono andato al di là di questa parola, pronunciata un paio di volte. “No la casa è mia e tu con gli amici e le morose non ci vai!” è stata la risposta ripetuta ossessivamente (a questo giro è stato aggiunto “le morose”, rispetto agli scazzi precedenti). Qui non c'è raziocinio che tenga, è la psicologia a comandare, una “cosa” che condiziona mia madre invece di essere gestita da lei.
Dopo le intemperie in risposta alla mia domanda è passata oltre, quella casa rimarrà a mio fratello che mi darà la metà in contanti. Io alzo le spallucce, le eredità sono delle rovinafamiglie e, in genere, non me ne frega un pipo. Però a me piace quel luogo e il paesello remoto, poco turistico, a quella casa sono affezionato, non per il valore venale, ma per quello affettivo.
Io mi sto allontanando da tempo dal paesello, considerato che ci vado sempre meno. Anche il passaggio generazionale, a mio figlio, non si compie. UnBipedinone si rompe le palle di venire su da solo e  comprendo questa sua ritrosia.
Mia madre sa che ci tengo a quella casa e ad andarci qualche giorno all'anno. Possibilmente non da solo, visto che vivo già la gradita  solitudine per buona parte del tempo.
Non ha esitato minimamente a girare il coltello nella ferita, ribadendo, con una certa soddisfazione, che quella casa andrà a mio fratello. Ripeto: io non voglio dire una sola parola sull'eredità, l'ho sempre detto  e pensato che è giusto che ella decida autonomamente, è giusto sia così. Ciò nonostante mi ha fatto male: sono anni che spero di poterci andare con qualche caro amico alpinista.
Io sono riuscito a rimanere calmo. La, casa è sua e io devo rispetto ai miei genitori. Tuttavia i genitori non sono essere perfetti e, come scrissi in passato, l'educazione è, quasi sempre, un rapporto dialogico. Cosa posso fare? Nulla. Anche solo una garbata domanda l'ha mandata in crisi (“sclero” e “sclerare” sono neologismi ma rendono bene l'idea).
L'impotenza è  dolorosa e lo è stata anche questa volta. Io sono ben allenato alla rinuncia ma non è questa parte del mio carattere che devo ulteriormente rafforzare. A me piace una certa durezza asburgica e questa volta essa presenta i suoi aspetti meno gradevoli.
Così mi allontano.
E dalle radici trentine e pure da lei.
Sono amareggiato, addolorato.

mercoledì 15 novembre 2017

Mille miliardi

Vado a ballare un po' di meno. Un po' che proseguendo con lo studio del tango miglioro il mio livello e certe milonghe da ciniali (come dicono al di là dell'Appennino) e dimenamenti non mi attirano più, un po' per il fatto che partecipare ad alcuni eventi speciali, straordinari, come lunghe o maratone o festival rende le milonghe ordinarie, appunto, ordinarie.
Però voglio sempre bene a Flora e ai suoi due  covi milongheri, originali, creativi. Quello di San Vitale, la Milonga Sì, periodica, rimane la milonga del cuore, quella alla quale sono più legato emotivamente, con un bel tango creativo, salon, ricco, fluido, elegante. Durante la settimana frequento il Mikasa, un piccolo antro un po' oscuro, assai originale nello stile. L'atmosfera è quella di una milonga di amici, comunque con un livello alto, direi tra le due o tre  migliori della città, tra quelle ordinarie. Il posto del martedì ha una piccola e singolare clientela cosmopolita: vicina al centro, attira visitatori da tutta Italia (ieri dei visitatori di Roma), europei e anche extra continentali. Svetana, bulgara di Varna, Eli, turca, etc. . Il tango nacque ambiente cosmopolita e tuttora rimane tale. Ma la sublimazione (come la pressione elevata necessaria per la generazione dei diamanti dal carbonio) avvenne in ambienti nei quali gli immigrati erano forzati ad integrarsi, a rispettare le regole della comunità nella quale entravano, tutt'altro rispetto all'inversione grottesca attuale, razzista anti, secondo la quale sono gli ospitanti a doversi adeguare alle regole degli immigrati.
Venerdì, in un'altra milonga di bel tango salon, osservavo un bouquet di tanghere, un gruppetto di donne belle, curate, eleganti, su tacchi, vicine all'ingresso alla sala, in attesa di essere “mirate”. Curve sinuose, gambe lunghe, la grazia in corpo, sederi a mandolino. Esse sono intellettuali del corpo, possiedono una cultura coreutica “alta” e questo le rende ancora più belle. Sì, ti viene voglia di amarle tutte.

Ieri ho ballato anche con Eli, di Adana, ballerina di danza classica, principiante col tango. Certo, asprezze e imprecisioni e bisticci col ritmo. Però, nell'abbraccio, superate le distanze iniziali ed entrati un poco in confidenza, in comunanza in questo breve progetto a due, sentivo il suo cuore battere forte. Il batticuore di coloro che si affacciano a vette e precipizi del tango.
Sono passati sei anni e questo è ancora mi emoziona, mi stupisce, mi meraviglia, un piccolo cuore che batte forte sulle note di D'Arienzo o De Mare, abbandonato in un abbraccio.
Mille miliardi di euro di valore.

Nuovismo e manutenzione

Da queste parti è piovuto e pure nevicato: sulla sella della mia bici, uscito dall'ufficio, prima che la rimuovessi, c'erano cinque centimetri di neve bagnata. eravamo quasi tutti felici ed eccitati, in ufficio.

Ho bazzicato mattina e sera due stazioni della città. Le pensiline erano in uno stato pietoso, scrosci di acqua ovunque. Non parlo di grandi cose, ma di pensiline che dovrebbero proteggere i viaggiatori e non tentare di imporre loro delle docce violente e delle gimkane grottesche. Bisogna segnalarle 'ste robe (un po' come segnalare al mugnaio che c'è della farina in giro o ad uno sportivo nuotatore che l'acqua è bagnata, già). Anche nel vialetto che conduce alla mensa che bazzico spesso in pausa pranzo, una pensilina colabrodo. Pluviali e grondaie intasati, mai puliti, bucati dalla ruggine. Sono bastati alcuni centimetri di neve e una quota rilevante dei treni locali sono stati soppressi.

Il ritorno di ieri è stato, parzialmente, in auto. Buche, strade da terzo mondo, canaline piene, fossi  di scolo colmi di rifiuti (la discarica diffusa lineare, alimentata dai doni e risorse e da non pochi italiani, purtroppo, ha anche questi effetti) che traboccavano, intasati , di acqua. Intere frazioni con interruzioni della fornitura della corrente elettrica. Semplicemente le linee in collina e in montagna non hanno più la manutenzione, che consiste anche nel tagliare gli alberi o i loro rami troppo vicini alle linee aeree.

Osservo le opere in CA delle autostrade e i ferri scoperti, ossidati, mangiati dalla corrosione: evidentemente le pingui società regine del citrocapitalismo (se vi dà a noia leggete citrosocialismo, sono uno il duale dell'altro) che hanno rubato le galline dalle uova d'oro allo stato e a paesani e cittadini che le hanno pagate con le loro tasse, sono troppo impegnate a contare i miliardi di euro di utili per occuparsi della manutenzione. Non parliamo del baraccone pubblico peggiore, più nefasto, che è l'ANAS. Poi succedono brutte cose e tutti si mettono a piangere.

Il sottopasso tutto lucido di figaggine per la clientela TAV ha un tot di punti in cui lo stilicidio strideva con tutto il resto. Il lucido fuori con la merda dentro. Il sottopaso lucido o... la carta d'identità  tech uau meravigliao, lucida e kafkiana, ecco il nuovismo luccicoso...

Non parlo di tecnologie difficili, di frontiera, con problemi avanguardistici.
Parlo di cose banali come pensiline che non siano colabrodo, di pulizia delle grondaie, di gente che non getta rifiuti ovunque, di non finire in crisi per tre e o quattro centimetri di neve.
Io mi chiedo 'sto progresso trombonato da mane a sera in cosa consista.
Io non apprezzo una persona con vestiti griffati che non si lava il culo o con un dito di nero di lerciume sul collo.
Così non posso che detestare questa ostilità per la manutenzione doverosa, semplice, delle strutture e il nuovismo tecnofilo del “più nuovo, patinato e con più brillantini, fiocchetti e campanelle è più fico” che la sostiene.


Quelli sì, questi no

Ieri a Radio 24 hanno martellato, la sera, con il naufragio della nave dei bambini.
Nessuna menzione della strage del Bataclan.
Sono di fretta in questo periodo e ho sbirciato senza approfondire alcuni quotidiani in linea: ancora, molti articoli di vario genere di apologia del multi(in)culturalismo, di quanto sono brutti e cattivi libici con i migranti (il 14 dicembre p.v. scadrà l'accordo con i libici, necessario “preparare” le masse), del brutto cattivo ragazzo che fa il saluto romano in una partita della pedata emiliana, poco o nulla sul Bataclan.
La propaganda semplicemente rimuove quanto scomodoe propone quanto utile ai suoi fini.
Le centinaia di vittime francesi sono un cazzo, il GIP che NON concede l'archiviazione per il naufragio di bambini di invasori, invece, quello deve esserti martellato dalla radio confndustriale decine di volte. I bambini invasori sì, i ragazzi francesi no.
Il razzismo anti è veramente sconcertante, la propaganda in questa dittatura soft sempre più grezza e  soffocante.

venerdì 10 novembre 2017

Fortune e ipocrisie



Da lontano mi giungono i clangori del politicamente corretto sessuale. Il ciarpame, quello infimo, proprio infimo, viene sempre dagli SUA; anche questa volta. Mi ricordo ancora la campagna bacchettona del quotidiano cattocomunista, La Repubblica, mesi contro B. per le sue esuberanze sessuali. Le questioni genitali innalzate a politica, già. Non per nulla, anche in quel periodo, i ravanelli nostrani scimmiottavano i "democratici" statunitensi e il loro fondamentalismo politicamente corretto per cretini. Del resto B. che  avrebbe potuto rompere questa ipocrisia perbenista non lo fece per non scandalizzare parte dei cattolici dei quali prendeva i voti.

Ora ci sono molte donne che hanno approfittato della fortuna sulla quale sono sedute per fare carriera. Un Do ut des, ti dico bocca, fica e/o culo, tu mi fai fare carriera. Beh, non particolarmente favorevole al merito ma, tutto sommato, equo. E naturale. Da sempre è così: bellezza delle femmine e potere dei maschi. Ora che tutte 'ste attrici che, a distanza di lustri, a carriera consolidata o consumata, vengono a propinare i loro piagnistei lacrimococcodrillosi, mi dà noia.
Se non vuoi Do ut des rinunci al potere, non sei obbligata a certi scambi. Nessuno è obbligato ad alcunché non siano le proprie esigenze vitali. Men che meno sei obbligata a far carriera nel cinema, non te lo ha ordinato il medico, eh!? Mi fan sorridere pure gli eccessi opposti, quelli di Valentina Nappi, che adotta un approccio basato, ideologicamente, su un ugualismo tra generi: avvocare che le femmine la smollino, specie con i loffi, diseredati, brutti, sfigati, etc. per togliere il potere sessuale ai potenti è una controcazzata colossale.

Che questo filth, come direbbero gli anglofoni, venga proprio da quel mondo patinato, progressistoide, della sinistra al caviale, dei kompagni marxisti milionari ollivudiani, non è affatto un caso. Essi sono i più falsi, i più ipocriti e lo sono in modo dissimulato. Il peggio va sempre a braccetto e 'sta roba non farà certo eccezione.
Ora qui arriva il merdame islamico che, essendo massimamente moralista, in fatto di ipocrisie e corruzione, metterà sotto i rossastri, anche da questo punto di vista.
Del resto oggi c'è uno sciopero del venerdì. Ipocrisie... già.

martedì 7 novembre 2017

Mi ha buttato fuori

Wind mi manda, qualche giorno fa, un messaggio informandomi che una tale offerta Big Info Pillo Pallo (o qualcosa del genere) a 21.xy euro al mese, di rispondere con NO BIG  al 4033 nel caso non fossi interessato.
Che diavolo sarà 'sta  BIG Pillo Pallo? A ventun euri al mese? ma sono pazzi!? Chi ha mai chiesto nulla del genere!? A me va bene il mio contratto da dieci euri e otto centesimi al mese, 400, 400, 1G. Alzo le spallucce... ma che messaggi mandano...
Ieri scadeva il mio periodo mensile. Mi arriva un messaggio, stamani :- Come da sua richiesta l'offerta  Pillo Pallo non è stata rinnovata.
Rinnovata!? Mai acceso qualcosa del genere. Bah.
Stamani faccio una telefonata cazzabubola a meccanico e mi arriva un "Costo della chiamata: 0,47 euro".
Eh!?!?

Mi hanno buttato fuori dal contratto lasciandomi a piedi in mezzo alla pianura. Calcolando il costo della telefonata di stamattina con la tariffa precedente, è come se essa fosse passata a 270 o 300 euro al mese.
Ora devo perdere tempo per cercare altre offerte, altri contratti, etc. .
Che modi sono!?
La cosa buffa è che in questi periodi di offerte tipo '900, 900, 2G, oppure 1000, 1000, 5G etc. io NON ho cambiato contratto. A me non interessa di spremere i miei interlocutori come dei limoni, ritengo che le tariffe eque debbano essere premiate. Questo nonostante da qualche mese la copertura sulla linea ferroviaria fosse diventata, per il 60% del percorso, un vero e proprio gruviera.
Già.


Acqua... gioia!

E' una cosa istintiva, che viene su dal profondo. Sento la musica della pioggia sul tetto e torno ai tempi di infanzia, adolescenza e giovinezza nei quali il tempo era.. variabile.
Non c'erano queste fasi mostruosamente stabili, monotone di tempo fisso per mesi e mesi: sempre solatio (e siccità, come qui dalla primavera del 2016)  ma anche sempre piovoso, come nell'estate 2014 (l'estate senza sole, piovve tutti i giorni, sempre effetto del cambiamento climatico, il blocco anticiclonico era a oriente, le pianure russe e slave bruciavano dalla siccità).
Io detesto la mancanza di acqua e quindi mi ricordo i prati verdi, quando nei boschi e in montagna trovavo rii, fonti e ruscelli, il colore era il verde d'estate e il bianco d'inverno.
Piove copiosamente, ora. La mia casetta diventa il ventre, fuori l'acqua amniotica. Sarei stato a casa volentieri, accendermi il fuoco e sentire la musica dei due elementi, fuoco accanto e acqua intorno a farmi compagnia, a scaldarmi e a dissetare la mia sete, acre di sale e polvere, sete di acqua, sete di pioggia.
Domenica 29 avevo fatto una sgambata con amici nel medio appennino. Una cosa estremamente sgradevole, tutto giallo, terreno talmente secco da essere diventato crosta oppure, nel bosco, talmente secco che era diventato polvere, nessuna coerenza più.
Quasi due ore di pioggia domenica. Pensavo che nelle mie annotazioni, ormai così rare sul calendario, dovrei passare dalle generiche indicazioni "Pioggia" (sta(va) per "giornata di pioggia") a segnare il numero di quarti d'ora di pioggia: un paio nell'unico temporale di ottobre, 6 quarti d'ora il primo settembre, etc. . Come nel deserto, di fatto. Che orribile cosa! Che sciagura!

Dopo lo strombazzamento giornalistico (il sensazionalismo imperversa anche sui siti metereologici, anche quelli di una qualche serietà che campano di numero di contatti e di pubblicità) ero malmostoso dopo le due ore scarse di domenica. Zio lurido, vuoi vedere che anche questa volta... poco più di una spruzzata... dopo un anno e mezzo...
Ieri a tratti ma è continuato tutta la giornata. Mi alzavo, in ufficio, per andare alla finestra e osservare quella pioggia benedetta. Ahhh, che goduria!!
Da ieri sera, piove copiosamente.
Stamani ho visto che è tornata acqua nel fiume. C'è acqua nel fiume Mbeh, che notizia sarebbe!? Infatti... Il fiume... non più il rigagnolo marcio di reflui fognari.
Basta poco e sono felice.
Acqua... gioia!

lunedì 6 novembre 2017

_civa: fine

Quando ci eravamo visti martedì, mi ero accorto che non andava (il non l'ho aggiunto oggi, mar 7). Ero andata a prenderla alla stazione ed era arrivata completamente avvolta di lana. Sembrava vecchia. Il raffreddore  e la condizione fisica così così non è che abbiano aiutato.
Avevamo fatto una serata di cointegro insieme, aveva bisogno di alcune dritte da parte del mio istruttore. Era uscita dalla doccia (spogliatoio femminile) e indossava una puzza un profumo di caramella alla ciliegia dozzinale, dolciastro. Orribile. Quando una persona non ti piace più, leggevo, iniziano a darti fastidio i suoi odori.
Sabato 28 era arrivata a casa mia. Avevo lavorato. E me la sentivo un po' in mezzo ai piedi. Mie insofferenze. Semplicemente avrei preferito non fosse lì. Non avevo e non ho più trasporto per lei. Domenica 29 aveva tentato di spompinarmi, ma io non avevo voglia. Ci è rimasta un po' male. era venuta a casa mia mezza catorcia: ma se un* non sta bene, perché va dallo/a amante? (*). Io avevo organizzato un giro con amici la domenica mattina: ella è rimasta, io sono andato. Alla sera, era rimasto _zzz, io ero impegnato ai fornelli, ad un certo punto è andata via precipitevolmente. Non mi sentivo a mio agio - mi scrisse. Capisco.
Così l'altro ieri (sabato 4) sono andato da lei, alla sua città e le ho detto che la storia non va, non sono innamorato, non mi va di essere freddo con lei. E' stato un commiato con garbo. _civa si era accorta e non aveva una gran birra pure lei. Abbiamo così ufficializzato la relazione di buoni amici nei quali eravamo finiti.
Stasera avremo lezione di tango insieme. Io voglio bene alle mie amiche. Con loro è più semplice che con le amanti, per me.
Devo dire che ho percezione di un qualche potenziale con le femmine, in milonga. Le milonghe sono luoghi che... danno alla testa. Beh, perché resistere?
Martedì 31 ho rivisto una tanghera riminese molto carina. Ero con _civa e guardavo l'altra. Mentre ballavamo, la riminese, mi mise, leggermente, una mano sul collo, solo qualche istante, un tocco tanto garbato, molto intimo, quanto erotizzante, erotico. Ci guardavamo da una parte all'altra di quel piccolo e creativo locale.
Mi alletta molto l'idea della caccia, del mistero nemesi in sé: quando lo sveli svanisce. Sono stato un bravo, irreprensibile,  ragazzo, giovane, marito per tanto di quel tempo che... non ne ho più voglia.

La settimana enigmistica

Dunque sono alcune settimane che sono (anche troppo) piacevolmente, appassionatamente travolto dal lavoro. Anche a casa, questo fine settimana mi sono divertito a usare algebra e ingegneria per modellare una parte di sistema. che è gestita, senza voler essere cattivi, un po' alla buona, con ciascuno che si reinventa tutto da zero ogni volta.
Uno scienziato col quale lavorai e dal quale imparai molte cose, ai tempi nei quali ero ai vertici mondiali (azienda precedente) osservava questa modalità un po' naif. Per spiegare la povertà concettuale di alcuni strumenti usava una metafora efficace: è come voler scrivere un romanzo avendo a disposizione un vocabolario con venti o trenta lemmi.

Nessuno penserebbe di costruire, oggi, un edificio complesso (pensate ad un nuovo edificio civile o industriale, o commerciale) presentandosi con
  • carriola
  • badile
  • acqua
  • betoniera
  • cemento e mattoni
  • doppino di rame
  • tondini
  • interruttori per la luce
  • prese elettriche
  • tubi di varia natura
  • assi di legno.
Anche oggi sono qui a risolvere un problema, in un sistema che funziona bene ma è privo di componenti ben definite e con un livello concettuale riconoscibile. Insomma, come entrare in una centrale elettrica e cercare di capirla avendo a disposizione un libro basato solo su termini come contatore, rame, accumulatore, condensatore, ... . Si diventa matti a capire cosa faccia una certa parte. Immaginate la manutenzione. E la qualità complessiva di un grande sistema realizzato così.

Sono letteralmente sparito, da sabato pomeriggio, in un appassionante vortice di algebra e ingegneria, appunto, che ho cavalcato e domato ieri verso le 17. Poi alcune cose un po' più ordinarie, ho sistemato piccole mancanze in mio lavoro precedente.
Alle persone perplesse di come si possa avere piacere in un lavoro così cercavo di spiegare che l'ho fatto per diletto, per pura passione. Ecco, come se mi fossi passato i due giorni di fine settimana a giocare con la settimana enigmistica, travolto dalla settimana enigmistica. Sì, una sorta di settimana enigmistica matematica, ingegneristica.
Mi dà molta soddisfazione lavorare per trovare soluzioni brillanti. Ecco, io non so se questo lavoro verrà apprezzato, in azienda.
Non mi interessa neppure.


domenica 29 ottobre 2017

Oip

Questa siccità è sempre più grave.
E praticamente nessuno ha qualche percezione della gravità.
Come sto io, amante del clima atlantico, delle piogge e del verde, di rii e ruscelli che scendono dai monti? Ormai è un anno e mezzo che non piove. Settembre andato, ottobre è stato il più siccitoso dal ... .
Orribile, infausto, pessimo.

Tredici e ventisei

Penso che questa sia la pausa più lunga per questo diario. Tredici giorni...
Sono in un periodo di lavoro matto e appasionatissimo. Non sono uscito, ho saltato delle lezioni dio tango, solo lavoro, a casa e in ufficio. Lavoro in treno, a letto, in bagno, camminando.
Era un anno e mezzo che ballonzolavo intorno alla soluzione. Piano mi sono realizzato degli strumenti. Un paio di settimana fa la prima intuizione su come arrivare alla seconda versione. Poi, entrato nella nuova architettura, la seconda realizzazione che funziona ma mi lascia insoddisfatto e ora, la terza. Ventisei ore di lavoro tra ieri e oggi (quattordici ieri e dodici oggi) e finalmente ho una soluzione incapsulata, stabile, aperta alle evoluzioni future, che rimuove i tre quarti della chincaglieria esistente. Mi piace e ora sono sereno. Ora da affiancare a quella in produzione e poi, una volta stabile e corretta, la sostituirà. L'ingegneria mi piace molto.
Ho lavorato fino ad essere workaholico, a far fatica a venir via dall'ufficio o a spengere il piccio.
Mia madre mi fa :- In azienda saranno contenti...
No, perché dell'ingegnerizzazione e delle qualità non frega una cippa a nessuno. Mi hanno detto che se avessi voluto fare certe cose le avrei dovute fare a casa. E così ho fatto.
L'ho fatto solo per mia soddisfazione personale.


lunedì 16 ottobre 2017

I sani raptus



Sono in un raptus lavorativo/creativo.
Venerdì sono andato direttamente a lezione di milonga, dopo quasi dodici ore di lavoro. Mi è venuta a prendere lì. Ero cotto, abbiamo mangiato qualcosa e poi via verso casa.
In auto prende la mano, scosta la sua gonna e me la poggia sul reggicalze. Ride.
Sabato ho lavorato più di undici ore a casa. Si è riposata ma di tanto in tanto mi chiedeva fai? vieni? andiamo? Io l'avevo avvisata che sarebbe stato meglio se fosse venuta domenica...
Ad un certo punto scende dal lettone, si siede sul mobile alle mie spalle, in guepiere e reggicalze, ancora, e mi massaggia la schiena con i piedi.
Beh, io ho continuato a lavorare come un treno.
Proprio come in uno di quei siparietti con lei suspersexy e lui che la sposta che vuole continuare a giocare alla pleistescion o vedere la partita.
Il testosterone che diminuisce fa perdere i sani raptus sessuali. Devo dire che non avrei mai pensato di arrivare a questo.

Ius soli, sopra e sotto

I vertici sostituzionisti coi loro patetici tentativi moralisticheggianti hanno digiunando a cronometro (questi sono proprio grotteschi) per imporre ai meno uguali lo ius soli degli invasori di generazione 1 + n. Peraltro, non si sono più avuto notizie da quando avevo steso la bozza di questa pagina.
Nuovi "italiani" esemplari come questo bravo ragazzo "di Ferrara", questi nuovi cittadini viaggiatori esemplari, questi qui, ancora di ottima famiglia.
Piano, tuttologo, come il compagno Veronesi, dalle sue Schönbrunn ha deciso che s'ha fare.

Lo scollamento tra la società e questi fondamentalisti invasati aumenta di settimana in settimana.
Devo dire che lunedì 2 _ela la garbata, cattocattolica a mille, a lezione di tango era tutta infervorata e ripetente "Accoglienza accoglienza!" dopo le istruzioni del pontefice minimo impartite a pecoroni e pecorelle. Le pulsioni masochistiche, evidentemente, sono connaturate al genere. In quella occasione le dissi alcune cose in modo franco ed ella, poverina, disturbata, scossa dal pensiero non conforme passò imbarazzata al "Pace, pace!" tentando di abbracciarmi.
Mah.
Ma se quelli sopra sembrano pazzi (si ripete il motivo ricorrente di castalie tanto moralizzanti quanto parassitarie, che disegnano e implementano una società a scoppio, in realtà lo sono anche, pazzi, i vertici di una società implodente come la Siria mi pare non abbiano un.bilancio positivo) questi sotto sono proprio pazzi.


martedì 10 ottobre 2017

La ciccetta

Così sabato mattina ho avviato le pratiche per rendere storica la mia piccola e vecchia (ed amata) spider che ha quasi ventidue anni. La comprai, riluttante, nel 2004, da un collega che si era riprodotto e che necessitava di un'auto che avesse gli usuali cinque posti, nei quali appoggiare seggiolino per il pargoletto.  Con relativi pochi denari feci uno degli acquisti migliori della mia vita. Viaggiare nell'ambiente, con aria, odori, venti, vista, suoni, colori, davanti, a sinistra, dietro, a destra, sopra, un'esperienza emisferica. Più che spider sportiva trovo azzeccata la definizione di auto da passeggio. Ad ogni stagione calda (ho omesso il bella visto che quest'anno è stata infernale, orribile e ancora la siccità continua aggravandosi di settimana in settimana) c'è la gioia di tornare ad usarla. In effetti, con la formula assicurativa usuale, tengo sospeso il contratto, in genera da fine settembre a maggio e quindi la primavera è carica anche di voglia di usare l'amato ferro.
Ho letto che inizia ad avere un qualche valore ma del valore non me ne frega nulla. E' un po' come nel tango, del riconoscimento, della fama, non m'importa 'na cippa. Quell'auto ha un valore d'uso elevato, un design di pregio, un motore che romba e  canta i suoi cavalli, quando fatta cantare  ed è l'unica cosa che conta per me.
Io, fieramente piccolo borghese, non navigo nell'oro e quindi la manutenzione attenta  precisa e anche i costi fissi, come la tassa di possesso che, dato il motore potente è relativamente  robusta, non sono trascurabili per il mio reddito. Ma le cose importanti hanno un valore, dei costi ed è così anche questa volta.
Ora la mia vecchietta verrà certificata come tale. A parte il riconoscimento morale (forse proseguirò più avanti con il percorso ASI Targa Oro, ma ora la ciccetta ha qualche imperfezione da sistemare, in paraurti e nella cappotta, (dire che la seconda manutenzione, straordinaria, è programmata per l'anno prossimo, avrei trovato un bravo  tappezziere automobilistico che si occupa di restauri di auto storiche in una provincia vicina) avrò il beneficio del poter passare dalla tassa di possesso al bollo di circolazione (a circa un decimo del costo).
Quest'anno termicamente infernale ha avuto un riscontro anche nel numero di mesi nei quali l'ho tenuta attiva, quasi il doppio degli anni passati. Ancora fino al fine settimana prossimo, per un ultimo giro con _civa nell'Appennino bello da morire e poi a riposo, fino alla prossima stagione calda. Ripartirà l'altra benna, ora sospesa per il riposo estivo.

L'Alfa Romeo Duetto "Osso di Seppia" (che io chiamo Saponetta) è un'altro ferro che io adoro. Chissà se un giorno...




lunedì 9 ottobre 2017

Fine settimana spezzatino



Giovedì mi dice che sabato non sarebbe venuto a pranzo, avendo partita della pedata in primissimo pomeriggio. Sarebbe arrivato a casa solo dalle diciotto in poi. Venerdì sera mi dice che sarebbe uscito a cena con una. Penso agli orari dei treni, sarebbe stata un'ora e mezzo. Mi chiede di venirlo a prendere in tal posto e in tal ora. Sabato pomeriggio cambia il posto, da lì in città. Poi ancora ora.
Tutto un giorno per un'ora e mezzo... mmh: gli propongo di passare a casa di sua madre, UnBipede acconsente, decido allori di andare da _civa.

Domenica ci siamo riposati a casa, le trottole pendolari si fermano e godono attimi di stasi. Il piacere  di semplici cose, mangiare insieme, vederlo studiare, ascoltarlo un po'.
Io li chiamo fine settimana spezzatino. Da alcuni anni non riesco più a farmi un'uscita in montagna o in natura ha i suoi impegni ed è giusto che sia così. I papà servono anche ad aiutarli ad uscire dal nido e a prendere il volo.

Ora sono un motore che gira a vuoto, trovo difficile organizzare alcunché. Io ho certamente una fragilità che è quella di volere tenere bene l controllo. Sembra che ora mio figlio involontariamente mi metta alla prova proprio su questo. Da una parte sono felice di esserci come padre, egli sa che può contare su di me, il fatto di compiere il mio dovere - ho scelto io di metterlo al mondo - mi rasserena.
Ma il lunedì, non di rado, ho un ché di inquietudine, proprio il senso di essere stato un motore che ha girato a vuoto.
Forse anche l'energia ritrovata in un fine settimana con almeno un po' di stasi nel quale le batterie sono tornate cariche e che scalpita per potersi manifestare e realizzare.

domenica 8 ottobre 2017

Il kompagno evasore

Il kompagno combattente Cesare Battisti, dunque, avrebbe problemi con lo stato brasiliano per questioni di evasione fiscale.
Più o meno come quei commercianti "piccolo borghesi, squallidi evasori" che il kompagno con i kompagni proletari armati per il comunismo decisero di eliminare.
Sarebbe persino ridicolo, farsesco, se non fosse tutto vero.
Già, l'oppio marxista.

Del sabato anti uffi uffa uffi

Nell'ultimo scazzo/distonia, con _civa le avevo scritto che le donne vogliono parlare dei problemi, gli uomini vogliono risolverli. Insomma, dopo incombenze varie di sabato mattina, dopo il pranzo e un breve pisolino (che nella notte tra venerdì e sabato ero andato in milonga, un posto di bel tango artistico, di gentaccia giovane con una bella passione col tango, che studia e con risultati che si vedono, un posto che ha l'unica grave pecca dell'aria marcio-viziata - blando eufemismo) ho preso su baracca e burattini e sono andato a trovarla. Aveva organizzato, il gruppo tanghero del quale ella fa parte, una passeggiata per le vie di quella splendida e - affollatissima, ho constatato ieri - città (qualcosa come questo, ma con più coppie contemporaneamente). Io ero andato in abiti civili (non tangheri). Sotto il duomo avevo visto quella decina di coppie che avevano attirato attenzione e applausi e interessi e affascinato gli astanti. E' incredibile il fascino che il tango esercita sulle persone (anche quello un po' goffo e sgraziato di alcune coppie, ma la passione fa passare in sordina tutto il resto). All'inizio del tango subivo anche io il fascino dell'esibirmi nei luoghi – spesso tecnicamente assurdi, con fondi storti e impossibili – delle milonghe clandestine o illegali. Invece ora, non me ne frega un pipo. Il piacere del tango, come venerdì sera o ancor più nelle occasioni stratosferiche, certe pomeridiane o eventi festiva o maratone, in giro per l'Italia (l'Europa arriverà quando arriverà) è tale da minimizzare quello esibizionistico, della fascinazione.
Insomma, la signora _civa voleva un segno di attenzione e io le ho dato un segno di attenzione, che sono orso sì ma con una parte tenera sotto. Io uso il sabato anche per ricaricarmi e dunque non ne avevo proprio voglia. Poi la bella giornata e l'idea di fare due passi in quella bella città sono stati buoni stimoli. Del resto bisogna investire in una relazione, metterci anche un po' di impegno, altrimenti si affloscia subito e io non è che ne abbia proprio bisogni di afflosciamenti rapidi.
Insomma, dopo il pippone “voglio vita di coppia [ma tu no]” e un'incomprensione, mi trovo a seguirla anche nella milonga serale che avevano organizzato. Ho ridacchiato e le ho detto che ero andato lì per stare con lei ma che avrei, - ahah - fatto il sacrificio di adeguarmi ai suoi voleri e che ho un credito, ora (una giornata in coppia sì ma nella società, come piace a me, che non ho voglia di isolarmi e sulla quale ella uffi uffa uffi c'ho voglia di vita di coppia).
L'ho punzecchiata ed ella rideva sotto i baffi. Insomma la mia voglia di vita sociale è più verde e più giusta della tua.
Ma va bene così.
Ah, dimenticavo...
Beh, ieri, ho visto un paio di tizie con le quali mi sarei aggrovigliato volentieri, Devo dire che il testosterone non è completamente sparito. Con una, danzatrice di danza contemporanea e pure tanghera, con le terga che sono belle come il Cupolone di San Pietro, ho ballato una tanda di milonga di scintille, io con le scarpe da ginnastica e jeans e t-shirt che non volevo ballare quella sera.
Io so io ho la netta sensazione che io le piaccio e io so che ella sa che lei mi piace.
Il tango è bello anche per questo, sublimi, arrivi ad un certo punto e poi, lasci perdere, rinunci allo svelare il mistero che è nemesi in sé.


(via santango)

Qui e ora un piacere



Sto scrivendo in loggetta. Il mio bipede è qui accanto a me, a sgobbare sulla fisica Ci godiamo il mite sole autunnale e un po' di rinverdimento della valle dopo qualche pioggia, il primo settembre e il temporale di un quarto d'ora di venerdì sera. Ero già a letto, per il riposo prima della notte di tango e godevo come un riccio, prima con i nuvoloni nerastri della bora scura, poi per gli scrosci, anche se brevi. Basta poco e i lecci, sui costoni rocciosi di fronte, sono tornati, quasi completamente, al loro bel verde scuro, dall'arancione orribile, di defogliazione, di almeno metà dell'estate.
Sento il tepore degli ultimi raggi, già l'odore dei primi fuochi di legna, i suoni del traffico della strada laggiù. Ho molte voglie di diario arretrate, insoddisfatte. Dovrei scrivere un paio di dozzine di pagine, oggi, per recuperare.
Ora, alle 18:15 è tramontato il sole. Diveneterà fresco.
Beh, qui e ora è stato un piacere.

venerdì 6 ottobre 2017

La caccia

Come va con _civa? mi chiede _zzz.
Con lei sto bene ma non sono innamorato.
_zzz è perplesso.
La mia amica _crini, coreografa, danzatrice e scarpinatrice, quando le dissi che con _mlero non ero innamorato, replicò :- Uomo, alla tua età non puoi essere innamorato come a vent'anni.
Questa frase mi girò a lungo e mi gira in testa ancora. Essa è saggia e scomoda, nella sua dimensione temporale e quindi spirituale. Così, ora, penso che stare bene con una donna sia un ottimo risultato. _zzz mi raccontò, domenica, di uno scrittore, Ungaretti, che si innamorò perdutamente, passati i settanta, di una giovane donna di cinquat'anni più giovane.
Beh, può succedere. Quello è uno stato supremo, di grazia, sei fuori di te, sopra tutto, sei in vetta, blu cobalto bianco sole freddo caldo, tiutto espanso, massimo. E ci rimani qualche stagione. Può accadere qualche volta nella vita. Io sono stato fortunato a viverlo due volte, con la madre di mio figlio e con A-Woman, altre persone non hanno MAI avuto questa grazia.
_civa mi chiede fine settimana di coppia, solo lei e me. Mi ha scritto che vuole una vita di coppia, che vuole parlare. Le ho detto che la storia precedente finì anche per questo. Io vivo la mia amata solitudine in settimana e non ho intenzione di isolarmi, sia pur in coppia, il fine settimana. Ieri le avevo prospettato due fine settimana nei quali stavamo un po' da soli un po' in compagnia. Mi sembra una buona soluzione.
Le donne vogliono parlare dei problemi, gli uomini vogliono risolvere i problemi.

Ma perché non sono innamorato? Oltre l'età c'è altro. Domenica mi ha chiamato _rroli, la Regina, la bella tanghera milanese che conobbi a Firenze. Beh, come con _tra ella mi prese in sacco.
Mi ha destato, distratto dalla saggia serenità quella chiamata. Poi l'ho messa in ripostiglio ma da quella porta socchiusa escono dei raggi colorati, come quelli rossi e verde dei laser.
Con _tra e _rroli mi ero preso delle sbandate. Poi potrebbe succedere anche che io mi possa calmare anche con loro. Non escluso. Probabile?
A _zzz raccontai, domenica, di un fantastico narratore, prosatore della Divina Commedia che, mi racconta _nni, mio maestro di tango, sedusse centinaia di belle donne. Dopo un po' si stufava e le lasciava.
C'è il piacere della caccia, della seduzione, la cattura della preda ambita, lo svelare il mistero che è nemesi in sé.

("A Huntsman and Dogs", winslowhomer)

mercoledì 4 ottobre 2017

La legna e il tumore

Domenica _zzzino e UnBipedinone stavano raccattando (scarti di) legna a terra su nel bosco dietro casa (_zzz e io stavamo segando quella secca precedente a casa) quando è passato il contadino del podere in là rimbrottandoli. Per farla breve: da un anno/anno e mezzo ha acquistato dai proprietari precedenti (mi risultava uno speculatore immobiliare o la società di speculazione immobiliare di cui faceva parte con altri due) quelle terre e "ora non si brucia più gratis".

La casa di A-Woman non ha più esposto il cartello Vendesi, avrà venduto? Sono dozzine gli appartamenti in vendita o nuovi invenduti. Gli anni della grande catastrofe, fino al 2009, videro la più bieca e becera devastazione edilizia in quella valle e in Italia, un vero e proprio tumore che ha distrutto per sempre 8,5 milioni di ettari della migliore (e scarsa) superficie agricola.
La crisi - evviva! - ha fermato lo scempio, la distruzione economica, urbanistica, paesaggistica perpretata dall'edilizia speculativa.
Per me ora fine dell'autoproduzione per spigolatura di legna da ardere. Era una cosa che mi piaceva, un archetipico piacere residuale, un piccolo scampolo di autonomia.
Almeno a questa mia piccola rinuncia corrisponde che il tumore si è, almeno per ora, fermato. Rimangono scempi e danni ma almeno non procedono ulteriormente. Terra ai contadini, non ai palazzinari!

lunedì 2 ottobre 2017

In-dipendenza

Ho ascoltato da alcune stazioni radio (Radio24., Rai1, avrei ascoltato volentieri il canale marxista/mondialista Rai3 ma non c'è stato tempo) le notizie sul referendum catalano e la repressione effettuata dal governo centrale spagnolo.
Gli stati centralisti non mi piacciono, sia quelli dei socialisti fascisti che quelli dei socialisti marxisti. Da una parte, ci sarebbe l'ideale di una coesione che dia forza (nella storia si sa che le città stato soccombono agli stati nazione, imperiali), dall'altra sfruttamento e prevaricazione in varie forme. Io guardo ad un'Europa confederazione (forma più leggera della federazione) delle piccole patrie.
C'è un etica che possa aiutare? Se delle persone di un gruppi intendono uscirne non c'è alcun motivo per cui non debbano farlo. Separazione e divorzio sono conquiste civili che hanno consentito a milioni di persone di porre fine a relazioni a volte (diventate) prive di senso a volte degli incubi che arrivavano a violenze di vario tipo.
Perché alcune persone o gruppi non vogliono che altre se ne vadano?
Da una parte per ragioni economiche ovvero perché non intendono perdere il tornaconto dovuto allo sfruttamento di quelle persone, dall'altra (i marxisti sbagliano a ridurre tutto solo all'economia) per ragioni militari, strategiche, per questioni ideali (unità delle nazioni, della famiglia), storiche, come marcatura del territorio (qui comando io) e altro ancora.
Pensando alla nota menata statunitense del "non ti concedo il divorzio" butto lì un'altra questione: se per stipulare un patto c'è necessità della volontà delle due parti (spesso ciò NON avviene nelle nazioni nelle quali una parte conquista militarmente un'altra e l'annette) c'è necessità della volontà di entrambe le parti anche per romperlo? La simmetria è un criterio strutturale, anche ecologico, estetico importante.
Aggiungo che l'indipendenza statuale diventa ridicola se non c'è una quasi autarchia. Si arriva ai paradossi grotteschi di una parte che fa i soldi vendendo beni e servizi ad un'altra e avendo poi a recriminare su debiti e cicalismo/cicalità di questa (in economia avviene spesso tra aree economicamente forti e quelle deboli, vedi, ad esempio il fenomeno/ciclo di Frenkel / Minsky). Ma anche questo teatrino ha il suo duale: aree che si indebitano, sperperano, e si danno a consumismo e servizismo insostenibili tanto... passate le feste gabbato lo santo.
Anche se da quanto leggo da Max (a partire da questo commento) i catalani sono sulla via dell'impazzimento autodistruttivo, che essi si autodeterminino. Se i "castigliani" e le altre regioni spagnole mal sopportano l'irredentismo catalano, come prima cosa smettano di acquistarne beni e servizi. Ma ciò può essere scomodo e impegnativo. La in-dipendenza è preziosa, un valore assoluto e quindi costa, Molto.



(afp via repubblica.it)

sabato 30 settembre 2017

In poche ore due

Dopo lezione, ieri sera, sono andato all'inaugurazione di una milonga. E' un posto che non amo particolarmente ma che ha il pregio di essere arioso, c'è una  buona aria. Avevo appena finito una tanda di milonga con un'amica, uscita bene ed ero in piedi, nei pressi dell'uscita, ad osservare la pista devo dire, a volte, piuttosto sgraziata. E' passata una donna che stava andando a casa e mi ha fatto un tot di complimenti su come avevo ballato. Ero abbastanza imbarazzato, non sapevo cosa rispondere. Mi ha fatto piacere.

Tempi stretti oggi, per il bipede, visto che aveva ritrovo per la partita della pedata alle quindici e trenta. Così sono andato a prenderlo a scuola, altrimenti, l'attesa di quasi un'ora del treno, in stazione, non ci avrebbe lasciato tempo per pranzare.
Ho fatto la via dei colli, vista la belle giornata, volevo anche evitare possibili ingorghi per chiusure dovuti all'arrivo del bergoglionaccio. Mi godevo l'aria, il sole, il paesaggio e il rombo del motore, Viaggiare scoperchiati è una pacchia, ora che le temperature sono più miti. La strada è di saliscendi, curve, piccoli dossi. Così, per una volta, ho fatto cantare il motore e i suoi cavalli. Verso la città iniziano le ville, c'è qualche strettoia. Così dall'andare vivace, un po' matto, mi trovavo a frenare con decisione, per passare i punti pericolosi a velocità moderata. Beh, devo dire che questo contrasto, come tutti i contrasti, mi piace molto.
Arrivato sui viali, volto a sinistra e sento una che parla. In effetti era quella che mi era stata dietro con una Citroen per un po'. Mbeh, sta parlando... con me!? non può essere.
In effetti stava parlando con me, qualche metro più avanti, la donna colpidisolimbiondita col rossetto rosso. Affianca e mi dice :- Ho visto gente pazza su quelle vie, pericolosa. Invece lei ha guidato bene [parole che non capisco, c'è del rumore]. Sì, proprio bene, dovrebbe dare lezioni di guida [sportiva o qualcosa del genere]. Secondo imbarazzo, in poche ore. Sorrido, non so cosa rispondere. alzo una mano per un saluto ella sorride e mi fa il pollice alzato.


Allegra, scoppiettante, picaresca

Ieri sera abbiamo ripreso lo studio della milonga. Questo è il terzo anno che seguiamo il corso insieme. _ica ha avuto e ha problemi con un piede, quest'estate, una fastidiosa tallonite che non le è ancora passata. Così è stato incerto l'inizio.
Eppure abbiamo trovato un piacere immenso a provare, a sperimentare, ad affinare, venerdì sera. Non c'è nulla di erotico ma ci siamo abbracciati spesso, con qualche bacetto suo, di tanto in tanto. Perché ci sono questi sprazzi di gioia nel trovare un'intesa, un'armonia di due corpi danzanti che diventano uno, talvolta non possono non trovare una via di esprimersi fisicamente.
C'è un'intesa che diventa via via più fine, su movimenti, ascolto e risposta sottili. Questo può succedere solo con un partner affiatato, con il quale c'è intesa e sintonia. Non posso non pensare alla sfera erotica, a parallelismi e divergenze. La curiosità del nuovo e l'intesa del noto. La cosa incredibile che io non ho alcuna attrazione per lei, le voglio bene come una cara amica, una partner scintillante, un'artista de-facto con cui c'è intesa.
Devo dire che con _civa io non ci troviamo proprio bene. Intendo, nel tango. Devo capire se è perchè ci dobbiamo scoprire oppure perché il nostro profilo di tessere di puzzle è simile ma non coicide. Invece con _ica, ecc, lì, sulle piastrelle, sul marmo o sul parquet di una milona, si vola!
Penso che il tango abbia anche questa dimensione affascinante del conciliare promiscuità e fedeltà. Nei codigos, l'etichetta dei comportamenti in milonga, è considerato non opportuno e anche offensivo entrare in milonga con un(a) partner e ballare solo con quello/a. La milonga è un corpo sociale ballante e incastonarsi in esso senza fondersi  lascia un corpo estraneo che non produce empatia, buone reazioni e relazioni, anzi...
_ica è stata ferma molte settimane e aveva accumulato voglia ed energia. Così anche per me, che quest'estate ho ballato quasi nulla.
Ecco che ripartiamo, con un altro anno di lezioni. C'è grande intesa con i maestri, ormai. Essi ci trattano bene e osservano, penso, anche i nostri progressi. Uno dei motti di questo  maestro è che siamo sempre principianti, anche se a livelli diversi.
La milonga è l'anima allegra, scoppiettante, picaresca, frivola, spensierata del tango.
Aoniken Quiroga sconfigge ogni legge della fisica, quando balla la milonga con Alejandra Martiñan a riprova dell'anima pazza,  dionisiaca della milonga.


mercoledì 27 settembre 2017

USA stato canaglia: Corea del Nord - 16

(USA stato canaglia - 15)

La mia lista dei massimi problemi del pianeta ha al punto zero l'esplosione demografica (africana e asiatica). Al punto 0.5 il corollario di questa, lo tsunami migratorio (e l'oppio ugualista/sìglobal/marxista/sociorazzista anti che lo sostiene). Al punto 1 ci sono gli SUA.
Lo stato ai vertici del potere è l'impero e da che mondo è mondo l'impero si fa sottomettendo i meno canaglia. La destabilizzazione di Libia e Siria è contro i sottomessi europei, la destabilizzazione ucraina contro la Russia, scomoda in quanto stato e non sottomesso e che realizza un modello sociale ancora legato alle tradizioni, meno alienato e artificializzato. Poi c'è l'Asia. Il Giappone è stato utilizzato come cavia per la sperimentazione sul campo di due bombe atomiche ed è stato sottomesso, come è l'Italia invasa e sotto il tacco di varie basi dell'invadente impero. In Asia lo Stato Canaglia rimesta contro la Cina alle sue porte di casa. Rimesta contro la Corea del Nord, ai confini di questa.
Io non ho simpatie ideologiche per uno stato più o meno comunista/marxista totalitario. Meno ancora, però, per lo Stato Canaglia, che, semplicemente, impone le sue volontà in casa o nel giardino di casa altrui.
Il lavaggio del cervello martella, martella da mane a sera e dipinge pateticamente come pazza ogni persona che non si allinea al pensiero principale, ripete che ci sono i brutti cattivi pazzi cacca diavolo: Assad, i vietnamiti, Putin, Orban, i nazi, i musi gialli giappi, Gheddafi, i malefici selvaggi (i nativi americani sul genocidio dei quali è sorto lo Stato Canaglia,  il buon giorno si vede dal mattino), gli iraniani, Hussein ...
Il lavaggio del cervello viene effettuato coi media, coi film, colla retorica trombonata moralisticheggiante. Il dittatore nordcoreano però non è stupido: gli SUA adottano il Dividi et impera globale, la Corea del Nord il Si vis pacem para bellum.
Il cagnetto è piccolo e aggressivo, ma anche questo è nell'ordine delle cose. Il cagnone rabbioso è però lì alla cuccia del primo. Ci sono ottomila pezzi di artiglieria pesante puntati su Seul che possono fare milioni di morti in pochi quarti d'ora. Conoscendo l'impero la probabilità che gli SUA decidano di usare i sottomessi sudcoreani sacrificandoli per far fuori i disadeguanti nordcoreani (e piazzare, poi, un congruo numero di basi militare in funzione strategica anti cinese e anti russa alle porte di questi) è alta.
Non posso che razionalmente sperare che la Corea arrivi a possedere un buon armamentario nucleare che possa colpire, in caso di necessità, gli SUA in Pacifico o sulle coste orientali.
Il bullo sta cagato solo quando sa che il rischio di prenderle di santa ragione è elevato e uscire pesto anche se vincente è una prospettiva che calma ogni energumeno.

lunedì 25 settembre 2017

Non c'è altra via?

Dopo quindici mesi di siccità orribile (dalla quale, non siamo usciti e, peggio, molto peggio, temo non usciremmo a breve) e spento l'infernale forno africano estivo, le temperature sono scese ed è possibile nuovamente tornare a muoversi e faticare nella natura. Per una volta ho spento la modalità organizzatore e sono stato felicemente al traino dell'organizzazione di _gorza, forte e paziente camminatore di altre volte.
Siamo andati nell'Appennino alto ormai deserto di vita umana e che scoppia di vita bestiale e vegetale. Ci abitava un tanghero, prima di trasferirsi in città. Furono millecinquecento, poi undici mi raccontava egli, poi andò via con sua madre e ora, ora sono rimasti in sette.
Sul velluto verde di un castagneto delle fiabe, quasi incredibile nella sua bellezza di giardino dell'Eden, nelle nuvole grige di ieri di pioggia un po' stitica, parlavo con un pensionato che si definisce agricoltore hobbista e delle traversie infinite che essi (gli agricoltori) devono superare a causa di ungulati, normazione vessatoria, cambi climatici. In effetti non c'è alcuna politica che preveda un aiuto o, se vogliamo, una minore vessazione per coloro che tentano di stare lassù, di dar vita ad una eco-nomia montana.
Chiudono i piccoli negozietti  della zia Emma, le trattorie residue, non nevica più, non c'è più turismo sciistico. Egli si lamentava, tra altre cose, che...non fanno strade. In effetti se vuoi numeri devi aprire strade: masse e relativi consumi arrivano solo dove arrivano le strade.
Ma è il modello sudtirolese (e quello vicino, trentino), fatto anche di cultura, di legame identitario con le radici, per la piccola patria, di diritto (testamentario, del maso chiuso) e strade ad ogni malga che debba essere turisticizzata che vogliamo? Per quanto adornata di scoppi di gerani e surfinie, di legni scuri finto antichi, non c'è che quasi nulla di montagna selvaggia lì. E' tutto perfettamente organizzato, infrastrutturizzato, messo a listino. Un enorme parco divertimenti montano nel quale puoi andare uscito dall'ufficio, bardarti con l'armatura, salire con la seggiovia e scendere a rotta di collo (downhill), nel quale calzi le ballerine, sali alla stazione di monte della funivia dei miracoli, mangi una pizza e fai due passi fino al bianco del ghiacciaio, senti un po' di freddo ai piedi e torni a valle.
La malinconia dei deserti umani appenninici è il costo da pagare per questa Natura che torna tiranna? Turismifici rutilanti sazi di mediocri canederli fatti con speck di cosci polacchi e lavorati da operai macedoni serviti in kitsch afro fusion che supera ogni limite del kitsch. o pure squallidi turismifici alla Sestriere o alla Tonale oppure... oppure boschi e selve deserti umani che scoppiano di fauna e flora? Non ci sono altre vie?
In questo borghetto incantato abbiamo visto una casetta dei sogni, restaurata finemente, il lusso della bellezza povera recuperata in tutti i dettagli. Macigno e castagno, fuoco scoppiettante e acqua pura, noci, mazze di tamburo e profumo di caffè della moka, asciugamani ricamati a mano e letti in ferro battuto antico, stufe col fuoco e bagni piccini glorificati di marmi preziosi.
L'abbiamo restaurata solo per nostro piacere, se tentassimo di venderla non prenderemmo nulla di quanto investito, chi comprerebbe una casa così qui?
Il paradosso dei paradisi per nessuno.







giovedì 21 settembre 2017

Lo smart (autismo, liquido)

  • In principio era il Verbo.

La questione del linguaggio mi sta molto a cuore. Il tango ha un linguaggio ricco, direi infinito, rispetto ad altri balli. Puoi esprimere tutte le emozioni. Hai milion mila possibilità.
Ci sono lingue belle, ricche, fini, con le quali hai un lessico ricco, elegante, per esprimere concetti precisi, fini. _rio, tesoriere del GAS, ha molto a cuore la lingua e la  precisione. Mi dice che ormai la gente comunica in modo cialtrone e pensa in modo approssimativo.

Qualche giorno fa ho avuto uno scambio (via posta elettronica) surreale con una tanghera (T), con la quale stavo tentando di organizzare la partecipazione ad un uorcsciop ad un laboratorio, per la prima delle due lezioni previste.
A T avevo appena scritto che il laboratorio, quasi certamente, sarebbe stato al completo (attendevo risposta dall'organizzazione alla quale avevo scritto da poco).
Mi risponde

T
lo stage è sold-out...  Pensavo nel caso di fare la seconda lezione e trattenermi per la milonga. (*)

(mmh dunque avrà delle informazioni, T  conferma le mie supposizioni).

U
Il laboratorio è al completo, scrivi.
Allora  come potresti seguire la seconda lezione?
Non capisco.

T
Volevo dire che se fosse stato libero sarei andata al secondo...

Ora, le parole hanno un senso. La logica esiste e anche esso ha.. un senso, no!?
Completo significa, al completo. Come si può pensare di partecipare solo alla seconda lezione ad un'iniziativa già al completo? Ecco, io non capisco.
Ma ella prima afferma che è al completo e poi aggiunge che vuole trattenersi per la seconda lezione. Boh.
Io non capisco e ancora non capisco riscrivendo questa pagina.
Prego notare l'infarcitura di inglesismi del tutto inutili. La tanghera è in una posizione quasi di vertice del sistema economico-professionale della "cultura".

Dunque a volte mi dicono che... sono troppo preciso, osservazioni alle quali potrei rispondere con un "no, sei  tu che sei imprecisa" o rozza o... . In effetti mi spazientisco su queste rozzezze.

_civa mi dice: mi passi il cappello!?
Guardo sul tavolo, vedo delle cuffie e un paio di berretti... nessun cappello. Che %&%ç°*é intenderà!? Boh.
Eh!? La guardo tonto, le  dico :- qui non c'è nessun cappello.
Ah ma io intendevo quello (il berretto rosso).

Mi capita spesso. le persone mi dicono cose tipo mi prendi quella sedia, io guardo, non trovo nessuna sedia, ci sono due poltrone e quattro sgabelli, non capisco cosa intendano... ah no, intendevo quello sgabello.
Eh!?

Al lavoro visita di medicina del lavoro.
Chiedo informazioni su quale voce caricare il tempo, mi scrive "ABC CD EFG" e "Piripillo medico"
Allora cerco con
ABC CD EFG
ABCCDEFG
Piripillo medico
Piripillo
medico
per ciascuno dei campi. Niente. Non c'è un tubo.
Cazzo, sarò io che non ...
Vado da un'altra collega, ravana un po' nella base dati e mi dice.
Ahhh, la voce che cerchi è  "ABC_CD_EFG".
Scrivo per informare la mia informatrice che mi ha passato una informazione sbagliata, ella mi risponde che... ah ma altri l'hanno trovata. In certe parti dell'azienda alcuni scrivono senza spazi, altri con linette, altri con il tratto basso, altri col punto.... Se passi l'info precisa vedrai che risolvi il problema.
Ah ma tu non l'hai trovata.
E' uno dei motivi per cui il kaizen non funziona. Non sono stato io smart a cercare, ad esempio con i teschietti in mezzo oppure le pere, no!?
_rio  dice anche che le persone sono sempre più... autistiche. Girano nel traffico senza utilizzare gli indicatori di direzione, urlano al cellulare o si mettono a provare le suonerie come se nessun'altro esistesse. Lobotomizzati vagolanti in perenne comunicazione circaquasi.
Diventato tutto veloce - circa - quasi - smart.
Smart.
Cose cialtrone e fatte, dette coi piedi, sono smart.
Poi i sistemi complessi non vanno. Proprio non vanno. Ieri lavorato oltre un'ora e mezza ad una parte del sistema. Non funziona. Non va. Saranno le mie modifiche.
No, tolgo quelle e non va.
Ma è molto smart, fatto molto veloce, eh!
Io mi chiedo se la telecomunicazione giastintaim, sempre, subito, ovunque, abbia ulteriormente peggiorato il bullone fissato sulle scocche.
Eh!?
Intendevo lo stato e la qualità delle persone... devi essere più smart.

Io non mi sento di questo mondo.

domenica 17 settembre 2017

Sparizione dei rifiuti

Da quando il GAS si è via via rattrappito e acquisto meno prodotti dai gascontadini, la quantità di rifiuti è, purtroppo, sensibilmente  aumentata. Me ne rendo conto perché devo andare un po' più spesso ai cassonetti della raccolta differenziata. In ogni caso, cerco di riutilizzare i contenitori e di riportarli al mercato o alle bancarelle dei produttori che li riprendono volentieri.  Il problema è la GDO, quelle volte poche ma comunque troppe che ci vado. Solo che in queste settimane, dopo quindici mesi aridi, non ci sono più contadini che vendono, visto che la produzione di pomidoro, ortaggi, patate, miele, noci, mele, etc. è stata quasi azzerata dalla siccità. Bancarelle con paglia, foglie secche e polvere non hanno gran successo. La siccità significa anche più GDO, purtroppo. Direi che coi produttori in vendita diretta ci sono riuscito con quasi tutti: anzi,  mi dicono che gli scatoli di plastica e i sacchetti monouso sono molto cari. La lotta ai rifiuti, all'usa e getta si fa anche col modello commerciale: via da quello industriale/massificato.
Quando devo acquistare frutta e ortaggi alla GDO, li etichetto direttamente senza sacchetti di plastica. Una volta alcune commesse si stizzivano poi hanno smesso. Che problema c'è? Sono prodotti che consumo io e preferisco non dover respirare la plastica gassificata dagli inceneritori. La concezione di igiene è proprio buffa. Il terrore di qualche possibile batterio ma però la miscela di milioni di composti chimici casuali,. milioni di tonnellate dei più disparati miscuglioni di materiali, scaricata in aria dagli inceneritori, ah, quella no.
Ho letto la campagna di Greenpeace sul problema USA e getta. Ma io sono ormai algido con loro: (a differenza di WWF) da sempre Greenpeace  non spende una parola una sul problema dell'esplosione demografica. Vengono distrutte le foreste per il cacao? Non una parola sul problema base, quello del numero di mandibolatori cioccolativori mondiali in esplosione esponenziale. Non una parola. Un  silenzio assordante. Il fatto che anche l'Italia settentrionale sia diventata una scarica diffusa dipende anche dal fatto che in essa sono immigrati milioni di  persone con senso civico scarso o nullo, prima dal Sud ora, dal resto del mondo. La discaricazzizzazione del paese lo equalizza ai paesi del terzo mondo!? Tanto meglio - no !? - , secondo i razzisti anti meticcianti ugualizzatori.
Questa barbarie non esiste e se la dici sei nazifascioleghista.
Le barbarie. Vostre. Le nostre non esistono oppure sono mali necessari, giuste e moralmente superiori, per il bene.
Dunque dopo Porzius, l'eccidio di Schio, la Kosakenland, le stragi titine antiitaliane, quelle del triangolo rosso, altre centinaia, ecco un'altra perla, le sevizie, lo stupro,  e l'ammazzamento, dai parte di partigiani comunisti, di una bambina tredicenne, Giuseppina Ghersi.
Il presidente dell'anpi savonese, Samuele Rago, che lascia trapelare pensieri efferati. Nel 2017. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.  Cosa ho scritto molte volte? Che i fascisti anti sono molto peggio,  perché più pericolosi e violenti e DISSIMULATI.
Non so se ho raccontato cosa mi disse, in privato, il/la sindaco/a pidino/a di ferro di un paese di queste parti, che certe cose non le può dire, di certi partigiani comunisti che violentavano alcune poracce rurali nei casali, minacciando di inquinare i pozzi gettandovi il cadavere di un  qualche animale ucciso alla bisogna se non avessero acconsentito, se non avessero accolto.
Certi partigiani comunisti furono, dei barbari criminali, come prima lo furono, anche dei criminali in camicia nera.
Sì furono tempi di grandi violenze, fatto storico, realtà storica.
Solo che questo valeva anche per i kompagni. Quelle rossastre, peraltro le nefandezze peggiori numericamente e qualitativamente,  complessivamente, in un disegno ideologico filosoficamente malato, aberrante, strutturalmente inquinato, nefando, sono state fatte sparire. Una storia due misure.
L'erba cattiva scaccia quella buona. La plastica e l'oppio marxista, ugualista, progressista, razzista anti, sostituzionista, socioingegnerizzante avanzano.
Inceneritori e purificatori partigiani. Fanno sparire i rifiuti.

sabato 16 settembre 2017

Muy fuerte l'entrega


  • Il tango non è erotico, supera l'erotico. E' molto forte l'interesse di uno per l'altro. Per me, essendo innocente, fu come vedere due persone nude, che si stavano denudando, che stavano ballando un tango e nulla più.
    Javier Rodriguez

Nella pioggia stitica del ritorno, quella che non riesci a tenere accesi neppure i tergicristalli a intermittenza, stavo pensando che mi ero divertito. Il piacere del tango per il tango. Sì, qualche vena di seduzione c'è sempre ma quella è il gioco. Ballato bene. Ah, che piacere!! Anche con una delle mie maestre, quella del tango. Osservavo una serata nella quale ero stato libero dalla pressione di dover anche sedurre. Del fatto di essere carino o prestante per poi arrivare a imbastire qualcosa di extra tango. Non che sia spiacevole, anzi... Ma come tutte le cose che prevedono un risultato può introdurre tensioni, un velo di ansia, oppure insoddisfazione, cambio di atteggiamento. Invece io ero lì per ballare e non per sedurre. Proprio per ballare per il piacere del ballo e di quel micro potere che ho nell'arte dei passi argentini.

Questo pomeriggio sentivo che era ombrosa. Dopo qualche frase che non fluiva è uscito il rospo.
Cosa hai fatto ieri? Ah, sono andato a [...].
Perché non me l'hai detto?
Prima mi ero addormentato poi di fretta che era tardi.
L'ho saputo dai social.
Vedi, ora tu hai chiesto e io ho detto.

Abbiamo parlato di 'sto problema. Per lei, perché per me non è alcun problema. IO non le chiedo cosa fa la sera. Non mi interessa. E' libera. Non concepisco l'amore legame, non esiste. L'amore è libertà la libertà è amore  A me piace il pieno e il vuoto, anche stare senza sentirsi poi due giorni pieni poi di nuovo il vuoto, Amo eccessi e contrasti. Le ho fatto capire che se sta sui social (detesto 'sta parola anche solo a scriverla) saprà di cosa c'è sui social.
Io ho sempre snobbato e detestato non ho mai amato 'ste reti sociali, la connessione permanente. Cazzo c'hanno da dirsi, viso a viso, chi è sempre teleciciarante?
Perché non mi hai telefonato? Perché non mi piace telefonare.

A me piace stare anche da solo. Amo  le giornate insieme e poi la mia solitudine ursina.
Ora le ho promesso che la avviserò di quello che farò  la sera. Anche solo con un messaggio. Non posso cambiare così radicalmente il mio stile di vita solo perché c'è una relazione, una donna. Gli stravolgimenti non possono che essere temporanei, sono forzature, la natura delle persone non può essere idrogenata, violentata, metamorfosata.
_civa dice che deve capire se vorrà stare con me  considerata il mio piacere per i vuoti, per i silenzi.
Se voglio continuare con _civa devo andarle incontro su certe cose. Anche questo è vero.

Sbaglio o Javier Rodriguez ha trovato una ballerina all'altezza? Fatima Vitale mi sembra es plo si va.
Ora vado, un salto ancora in milonga prima di ritirare il bipede giù in città.

venerdì 15 settembre 2017

Uff

Ho raccattato il solito tot di plasticame delle merde e... ho perso il treno per  dodicipuntotre secondi.
Uff.

Ore perfette, no?!

Sera liscia, sapida , tiepida, serena, perfetta. Cenetta con zuppa di pesce - ridevo e le davo della bella e sexy cuochessa - poi mi ha portato alla prima lezione primi passi nella sua città, organizzata dall'associazione artistica della quale è socia. Io ero piallato, catatonico dopo la giornata di duro lavorosenzaunattimoperrespirare. Stavo in disparte ma poi mi hanno convolto. Osservavo i movimenti goffi sfociati, in un'ora e venti, in gioia, sorrisi, eccitazione. Visioni, remote, di ciò che chiam(av)o "sprazzi di tango". All'inizio la rozzezza sublima in una sorgente cristallina e impetuosa di emozioni. Uh, che meraviglia!
Prima notte in quella città gioiello deserta, qualche minuto e sprofondare in un buon sonno ristoratore.
La matina sono arrivati i nostri gloriosi movimenti birbini poi diventati voluttà. Anche se non amo le sveltine quasi lo è diventata che il tempo correva e il treno poi fugge.
Mentre andavo a piedi in stazione percepivo una non così sottile inquietudine.
Ore perfette, no?! Cosa c'è, orsone, che non va?!

giovedì 14 settembre 2017

Una diversità in meno

Facevo presente alla compagna/moglie di un gasista (affermava che sarei razionale, in effetti, ma troppo radicale) che più le cose sono assurde, false, più le martellano ripetendole all'infinito.

  • Gli inceneritori che fanno sparire i rifiuti.
  • I fratelli gioiosi dell'islam religione di pace.
  • La plastica nell'ambiente è brutta ma non inquina.
  • Gli invasori ohps, i migranti/ricercatore di felicità/doni/risorse/profughi non portano malattie.
  • Non nascono più bambini, 'Italia e l'Europa si stanno spopolando.
  • La BreBeMi è indispensabile.
  • Solo l'Europa, l'ONU, la galassia, la Via Lattea Unita può risolvere i problemi.
  • <mille mila altre stupidaggini per cretini>
Una delle assurdità più pacchiane (e quindi più urlata) è quella dell'uguaglianza.
La schizofrenia che cerca di mettere insieme diversità e uguaglianza è in ampia diffusione. Ti martellano sull'uguaglianza dalle corsie della Coop, ai comunicati della pastasciuttata antifa, alle manifestazoni dell'orgoglio omosessuale, fino a... Mozilla.
Siamo diversi.
No siamo uguali, uguaglianza, uguali, uguaglianza per tutti
Lavoriamo alla diversità con fierezza....
L'uguaglianza senza se e senza ma
...
Se il mondo fosse ugualizzato come questi scemi ripetono in litania ad ogni ora, semplicemente non ci sarebbe che un solo navigatore, uno solo, uguale per tutti gli ugualizzati. Inoltre, gli ugualizzati, essendo copie uno dell'altro, non avrebbero alcunché da dirsi.
Il mondo di ugualizzati, identici, clonati è un mondo morto di morti.
Ovviamente ad un navigatore che diffonde una delle idiozie politicamente corrette è bene non dare neppure un centesimo. Se sparisse, certamente sarebbe un passo verso una maggior uguaglianza, verso una minor diversità (che è la stessa cosa). Un navigatore non uguale che finisce di esistere. Non è quello che vogliono, più uguaglianza!?


martedì 12 settembre 2017

Tempus fugit

Poco tempo per il diario, ahimè.
Sono ormai decine e decine le pagine che avrei dovuto scrivere.
Tutte le passioni vissute, tango, alpinismo, erotismo ritrovato, cucina, così cadono nell'oblio.
Il tempo fugge.

Trenta litri

Dopo un anno è arrivata la prima perturbazione seria. Sì proprio dal settembre 2016. Non più qualche minuto, qualche quarto d'ora ma dieci ore di pioggia.
_civa e io, dopo la nostra giornata di sensi, di cibo, di sonno ristoratore a intervallarli, eravamo usciti per una passeggiata. Godevo del profumo di umidità nell'aria. La vegetazione è stata massacrata da questo anno di secco e dal forno africano acceso da giugno ad agosto. Cespugli, campi, alberi smunti, morti, seccati. Giallo, arancione, grigio, bruno una monotona sequenza di colori della savana.
Trenta millimetri, finalmente. Trenta llitri di acqua al metro quadrato.
Solo uno dei rii vicini a casa ha ripreso ad avere un filo d'acqua. Tutto il resto è stato assorbito dalla terra assetata, fino all'ultima goccia.
Se fosse venuta prima il fuoco che ha incenerito il monte di là elicotteri e canadair e vigili del fuoco di tre province incapaci di fermarlo in tre giorni. Attonito, col binocolo, osservavo le vampe arancioni che la sera tornavano ad innalzarsi.
Tre inneschi trovati.
Uno dei miei desideri più vivi è quello di essere su un elicottero e dar loro una piccola spinta e spingerli fuori, giù nel rogo da essi appiccato.
Una volta successe che un incendiario crepò nelle fiamme del fuoco da lui appiccato, in quel podere di fronte a casa, di fronte nella valle. Fiamme appiccate per "pulite" il campo e poi estesesi al bosco, appiccate da un coglionastro criminale, in una giornata ventosa dopo mesi di siccità. Espressi il mio vivo compiacimento :- "Oh, finalmente giustizia!!" Si spaccò il forum civico pidino di timorati benpensanti del cretinismo politicamente corretto, gli stessi stupidi che se ci fosse stata una qualche vittima (come se la distruzione in cenere di ettari di verde non comportasse vittime anche (in)direttamente) avrebbero avvocato una pletora in più di nuove norme più securitarie per più gente sempre più cretina, instupidita, locale o barbari im/deportati qui.
Trenta litri di acqua.
Deo gratias!

giovedì 7 settembre 2017

Chiarimento e domande

Martedì piccolo "infortunio"- L'avevo avvisata che sarei andato a quella milonga. Mi ha visto arrivare con _lcino e non l'ha presa bene. Il resto della serata non le ho dedicato molte attenzioni, volevo parlare e stare con amici e amiche. Il giorno dopo _civa mi ha fatto sapere che non le era piaciuto. Così ci siamo chiariti, abbiamo stabilito di essere più espliciti sulle uscite da considerarsi personali. Del resto, ha osservato da sola e riconosciuto molteplici dettagli per cui il mio era stato un messaggio proprio informativo, non un invito ad un'uscita in due. Il fatto positivo è che ci siamo chiariti bene.

Ogni tanto _civa mi fa qualche domanda e io rispondo, anche sul mio passato. Compreso quello di scambista/orgiasta principiante. Beh, percepisco che è... interessata. Io non alimento la sua mente sessuale in questa direzione. Beh, con A-Woman era stato fantastico: libido e lussuria, come ogni arte, come ogni passione richiedono lavoro e impegno. Io ho meno testosterone e sono lontano da tempo da quella dimensione eccessiva, creativa dell'eros.
Però _civa mostra una sorta di interesse, a volte un po' mascherato, a volte meno, sull'eros non canonico. Le ho detto che se domenica sarà, dopo oltre un anno, una giornata di splendido tempo piovoso, potremmo dedicarci a satollarci di piacere.
Sarebbe paradossale, ora che sono distaccato, che tutto cambiasse, che fosse lei a guardare in quella direzione.


La milfa e il sessismo anti

L'avevo già adocchiata uscendo dall'azienda. In sandali, braghini  (shorts), maglietta bianca aderente che evidenziava il pancione e le curve, quella milfa che camminava lentamente aveva attirato la mia attenzione. Mentre attraversavo la strada per arrivare alla bici, fissandola e pensandola in modo lascivo, sentivo che quella me la sarei chiavata volentieri. Mentre ci avvicinavamo osservavo che, sia pur con una qualche gradevolezza, non era certo una modella, una venere. Ma l'istinto era già scappato, indomabile rispetto a giudizi meno diretti. Femmina buona, che funziona bene, quella!
Ahhh, l'istinto!!
Il progressosauro Umberto Veronesi affermò che l'amore diversamente sessuale (astrazione mia rispetto allo "omosessuale" originale) è più puro perché libero da condizionamenti biologici.
Nulla da stupirsi: egli apparteneva a quella corrente artificializzante, tecnoteista, progressista, para/post marxista,  sessista anti, nazionalista anti che sta portando all'ebetudine insiemi sempre più grandi di ripetitori/assimilatori/militanti propagatori di bislacche teorie premasticate.
Fascisti anti, specisti anti, sessisti anti, borghesi anti,  razzisti anti.
I "razzisti" estremi e subdoli, travisati, per i quali esistono da mille a una categorie di persone superiori a te. Sono subdoli e falsi: non ti dicono che tu sei meschino e inferiore ma che essi/egli/ella sono/è più PURO, più culturale, più risorsa, più avente diritto, etc. ovvero superiore a te.
Questa plastica ideologica artificializzante era stata annullata in un minuscolo istante dalla biologia e da una milfa "ti fo tanto sangue".
I sessisti anti, poverini, come i loro fanatici colleghi "anti" sono proprio un po' stupidini.
Questa vivace irruenza della natura aveva smascherato un'altra idiozia politicamente corretta e la relativa adulterazione etica e la miseria concettuale, logica, che la permea.


martedì 5 settembre 2017

Cereali?

Almeno avessi fatto dei bagordi!!
In effetti, oltre a colazioni robuste con pane di segale, burro (di malga), a volte marmellata, qualche pezzo di formaggio (inevitabile nelle Alpi), sono stati giorni comunque di alimentazione piuttosto attenta. Comunque in un periodo in cui avevo eliminato anche il maiale, le uova, i molluschi, i crostacei, la trippa e altre cose buone. I formaggi e i latticini (a parte qualche grana stravecchio) eliminati al 96% da tempo.
Insomma, rispetto a due anni fa sono passato da 240 a 272.
C'è qualcosa che non quadra.
Ora, gugglando in rete, scopro che... che anche persone affette dalla malattia vegana soffrono di ipercolesterolemia.
Una teoria, legata a quella di Peter D'Adamo, regimi alimentari e gruppi sanguigni, indica nei cereali (cibo mal sopportato dai cacciatori, gruppo 0) la causa di un eccesso di colesterolo.
Devo dire che l'aberrante caldo di questa merdosa estate africana ha ridotto notevolmente il movimento (all'aperto).

lunedì 4 settembre 2017

Asini = aquile


  • I popoli che conoscono i loro classici non si lasciano condurre nell’immondezzaio della storia senza protestare [...] La Grande Deculturazione [...] è indispensabile alla Grande Sostituzione. E proprio a questa che alludevo quando dicevo prima che il potere sostituzionista aveva preparato alla sostituzione il popolo sostituito (ma non il popolo sostituente). Quella che chiamo industria dell’ebetudine conta tre branchie principali: l’insegnamento dell’oblio, così come è dispensato in Francia dal ministero dell’educazione nazionale; l’imbecillizzazione delle masse, la droga, la cui distribuzione, cosa non indifferente, è già largamente nelle mani dei popoli sostituenti, contrariamente alle altre due branche, che sono ancora gestite dai sostituzionisti.
    o - Renaud Camus

Dunque hanno abolito la bocciatura alle scuole elementari e medie. In realtà poiché essi sono falsi e subdoli hanno inventato l'artificio del "se non c'è unanimità". Basta dunque introdurre uno dei loro oppiomani (nella fabbrica di posti di stipendio pubblica nulla di più facile) e il meccanismo è realizzato. Toghe e docenti rossi. Leggevo, nei commenti del popolo pidino, che un provvedimento simile, in Francia, ha avuto "effetti catastrofici sulla qualità dell'istruzione impartita". Ecco come realizzare effetti catastrofici sulla qualità dell'istruzione impartitaeffetti catastrofici sulla qualità dell'istruzione impartita".un'intera generazione di cialtroni, scarsoni e 'gnoranti etichettati con licenza o diploma da ugualizzati.
Questi hanno una passione visxcerale, genetica per l'etichettatura adulterante.
Prego notare lo svuotamento formale e sostanziale degli INVALSI nella terza media: bene che le tracce residuali di una qualche valutazione oggettiva vengano eliminate dal pezzo di carta.
Questi sono proprio ugualisti dentro.
_civa mi racconta di colleghi raccapriccianti (*) per incompetenza e mancanza di professionalità: dunque il livellamento al peggio è arrivato, da tempo, già più in alto. Inoltre ella è preoccupata per i pessimi effetti inibitori, demotivanti per gli alunni brillanti.

Questo avviene con altre adulterazioni, con scellerati disegni di furore ideologico ugualizzatore come l'italianizzazione forzata di invasori di generazione 1+n "ius soli" o l'ugualizzazione di criminali carnefici (in maggioranza risorse importate ) con gli onesti vittime per depenalizzazione e certezza dell'impunità lievista. fno all'impunità dei vertici, cialtroni, incompetenti, faccendieri risultato del filtro passamerda,  come nel caso della paralisi di Trenord, cialtroni non solo impuniti ma promossi (grazie a Lorenzo per la segnalazione).

Non si può non osservare questa tessera in un mosaico più grande, un disegno di sfascio sociale nel quale una massa di informi ugualizzati, instupiditi, ignoranti, urbanizzati e incompetenti può essere manipolata, munta, tosata, macellata e, all'occorrenza,  sostituita da parte dei vertici.
La vita è piena di esami duri, di selezione e competizione: non c'è niente di meglio di mandare i sostituenti sul ghiacciaio senza alcuna preparazione, infradito e con un bel diploma di alpinista himalaiano.
Il meticciamento crea nuovi ibridi, gli aquilomari, con somma soddisfazione dei più duri, i più estremi razzisti anti, i meticciatori per la zootecnia umana industriale.
Questa ultra/para/post cattocomunisti riescono a superare ogni limite al peggio.