giovedì 24 maggio 2018

L'uomo che devitalbizzava gli alberi - 2

(L'uomo che devitalbizzava gli alberi)

Ieri sera ho devitalbizzato parte del confine a monte fino a tramonto avvenuto (era già così scuro che non sono riuscito a trovare la roncola, la recupererò oggi al ritorno dal lavoro). Le piogge, dopo la siccità di due anni, hanno fatto esplodere la vegetazione, purtroppo anche questa infestante che sta distruggendo intere zone boschive (vedere qui, ad esempio, in Irlanda). Mi son organizzato con alcuni strumenti e, specie, con guanti da lavoro, per evitare le piaghe dovute a saponine e alcaloidi di 'sta brutta pianta,, indicatrice di terreni gessosi, alcalini.
Ah che goduria liberare piccole querce, aceri e noci da quel cancro verde! Spero di non aver caricato a bordo altre zecche, in questo periodo particolarmente attive nell'installarsi sull'ospite parassitato dopo le tre dell'ultima volta (anche qui, nelle uscite escursionistiche, eravamo sempre in due a raccattarne - gli altri esenti - mi chiedo se anche questi aracnidi parassiti abbiano delle preferenze).

Tutte la zona intorno a casa è senza 'sta ammazzaboschi per merito dell'orsone.
Nell'area ex edificabile sotto casa ora ci dono già alberi di una certa dimensione, un giovane principio di bosco che cresce rigoglioso (anche per l'urina che porto a essi) e senza vitalba. Oltre quindici anni di lotta alla Clematis Vitalba ora si vedono.
E' un impegno quasi quotidiano in questo periodo, qualche decina di minuti oggi quei tre tigli, l'altro ieri quel sambuco, quel ciliegio selvatico, ieri quei giovani querce e aceri. Dopo il duro lavoro di intelletto nulla di meglio di questa "faticaccia" fisica.

Giorno di forti sensi ieri: avevo accompagnato _civa ad un controllo, poi, nel pomeriggio, lussuria e voluttà così inaspettate e forti e mischiate con il torpore di un sonno pomeridiano quasi narcolettico nel quale ero piombato, mi aveva destato lei iniziando a strofinarmici addosso, a giocherellare col "coso", la sozzetta.
Poi, rientrato a casa mia, al margine del bosco, a debellare quel cancro verde.
La lotta mi ha fatto venire un appetito robusto, mi sono sparato 250g di pasta con una bella salsa di pomodoro fatta fresca e un bello spicchio fresco di aglio, a crudo, e buon olio.
La sera, poi, mi sono letto alcune pagine di Lupo Libero nelle quali potete avere idea di paradisi in terra e di come egli li vive, li crea, li recupera, li attraversa in bici e a piedi. Un tipo in gamba!

Felicità.

lunedì 21 maggio 2018

Brutte

A lato, di fronte, è seduta una donna così brutta che pare un uomo molto brutto.
Non so se sia più brutta lei o la mia vicina di casa, una persona che oltre che brutta è sciatta, volgare, sudicia, cialtrona, isterica. Raramente ho trovato una persona così estrema in tutti questi peggio. Io la considero proprio un caso di Unterm... forse meglio evitare.
Ecco, non c'è affatto solo la bruttezza fisica, c'è assai di peggio.

sabato 19 maggio 2018

Liberateci dal fardello

Stavo aggiungendo questa pagina alla colonna USA Stato canaglia. Ma poiché non so se sia la loro solita rapacità o dabbenaggine nostra, ho evitato.

Di recente, da qualche parte, lessi che la Germania ha sudato le proverbiali sette camicie per riportare a casa le proprie riserve auree "custodite" dagli SUA.
Ohibò, ma vuoi vedere che...
Sì, quasi la metà delle riserve auree italiane (le terze al mondo) sono "custodite" negli Stati Uniti (43,29%) e nel Regno Unito (5,76%, qui i dati).
Per qualche strano, incomprensibile e inspiegabile motivo non è l'Italia che custodisce le riserve auree statunitensi e britanniche, ma il contrario. Ohibò. Ma perché mai!?
Insomma, i "liberatori" ci hanno liberato dall'onere di gestire quell'ingombrante fardello.


Qualche ora

Mi sono preso il lusso di avere qualche ora per me.
Scrivo dalla loggetta, accanto alle belle cornici di fiori che acquistai qualche settimana fa. Ho il sole che mi accarezza e, sotto, la valle verde rigogliosa. Si vede quanto è florida la vegetazione, quest'anno, dopo le copiose precipitazioni di febbraio e marzo, rispetto ai due orribili anni precedenti di nefasta siccità.
E' il fine settimana spezzatino, con mio figlio che viene e va. Io sono a casa, ho sbrigato alcune faccende, ora posso dedicarmi un po' al diario.
Il vecchio cipollo Nokia da 29 euri dopo dieci/undici anni (vado a memoria) ha ceduto anche nella componenti ricarica batteria e ora utilizzo il vecchio furbofono (preso ormai un cinque o sei anni fa di seconda mani a 50 euri): porto con me il portatile e, quando non lavoro, mi sono scritto già alcune pagine in treno, questa settimana.
Oggi sono qui in loggetta su questo angolo di paradiso: sembrava venisse un bel fresco temporale di calore (Silvia ci ricorda la grazia della pioggia) ma il grigio cupo si è già in gran parte dissolto.
Rimane tutta la meraviglia del resto, questo verde spumeggiante, le cascate dei miei fiori e, fuori, tutt'intorno, ora che è passata la fioritura dei frassini, poi quella delle robinie, si inizia a vedere il primo giallo delle ginestre.
Devo trapiantare le lobelie che ho acquistato stamani, alcune che avevo preso sono morte.



Lo sprone e la pupa cortocircuitata

Ho riflettuto sullo sprone morale di Lorenzo. Io lo considero moralmente esemplare, anche magistrale, direi. E' una persona che, per me, per quello che conosco di lui, ha un alto profilo morale.
Oggi ho richiamato _civa: la pupa attraversa una crisi, un periodo opaco, per varie questioni.
Paradossalmente anche il fatto che i suoi carichi di lavoro sono limitati ad una parte della giornata: il resto del tempo gira a vuoto e inizia le sue elucubrazioni spiraliformi così femminili. Insomma, il cazzeggio, il non lavoro o lo scarso lavoro o il lavoro solo in parte della giornata possono rovinare molte persone. Ad un certo punto entra in cortocircuitazione e poi inizia a scaricare su di me.
Io le ho detto che non ho tempo per me, figuriamoci se ho tempo da dedicare a lei. Poi, quando le parlo (come venusiana dice sempre che è importante parlar(n)e) si rende conto che deve imparare a camminare con le sue gambe.
Insomma, mi ha chiesto, mercoledì, se potrò accompagnarla in ospedale nella sua città.
Ho spostato l'appuntamento dal carrozziere e riorganizzato la giornata: prenderò permesso al lavoro.
Effettivamente ha due fratelli, il papà, altro parentado e amici che avrebbero potuto portarla all'appuntamento. Devo venire io da più di ottanta chilometri?!
Ma io ho capito benissimo che la venusiana mi ha mandato un segnale "fammi capire che io sono importante per te".
Considerando lo sprone morale di Lorenzo mi sono organizzato in tal senso.



venerdì 18 maggio 2018

Ventitreezero otto e gli asparagi trinacri



1Sono quasi due settimane che non vedo _civa. Ella frigge, si indispettisce, io sto bene così.
Mercoledì sera arrivo a casa stanco, frustrato (l'ultimo treno delle "meraviglie" è sempre più angosciante), indaffarato, stavo iniziando a mangiare un  boccone, arriva una sua chiamata, ho chiuso in fretta, mangiare con una sola mano (l'altra a reggere il furbofono) è una scocciatura.
Le ho poi scritto che avevo risposto per cortesia, a lei, facendo una scortesia a me.
Ieri stavo raccontando questo a UnBipede, si è messo a ridere, dice che è così anche per lui (a proposito, da qualche mese è tornato con la sua morosina).
Quando sono in condizioni di carico lavorativo (forte carico, come succede da un paio di anni almeno, ormai) io non ho né voglia né tempo per relazionarmi con le femmine.
Aggiungo una cosa che mi lascia sempre sconcertato: ella mi chiama e poi, sta in silenzio. Alcune volte cercai di rompere questa pausa imbarazzante. Poi le ho detto che è inutile che mi chiami se non ha nulla da dirmi. Poi, visto ancora il protrarsi di questa stramberia (anche se un po' meno frequente) sto al gioco: ella sta zitta, io 'sto zitto. Di sorta una lotta a base di silenzio. Dopo un po' inizia a dire qualcosa. Non so, delle cose di nessuna rilevanza, mi racconta che ha iniziato la protodieta o che a lezione di tango è andata bene., che gli asparagi siciliani sono più gustosi.
Alle ventitreezerootto mi chiami per dirmi che il tango tutto bene e degli asparagi della Trinacria più gustosi? Sono stanco e non riesco a mangiare con una mano sola, le ho risposto. Ho chiuso la telefonata.
Adoro il silenzio, la solitudine e ci sto da dio! Per dedicarmi a una donna devo avere tempo ed energia.

giovedì 17 maggio 2018

Effetto Cassandra: il tabù

  • Forse una risposta potrebbe fornire un qualche chiarimento o fugare delle illazioni. La censura non lavora in questa direzione, direi.

Questo è stato l'ultimo tentativo, anch'esso non è stato pubblicato (questa volta ho salvato il testo e catturato parte della schermata).
MrKeySmasher aveva sottolineato, giustamente, di nuovo, il problema.

In che modo aumenta la resilienza del sistema Italia (e, più in particolare, del sistema Italia settentrionale) la presenza dei cinque, sei milioni di forestieri 'imbarcati' nel giro di una sola quindicina d'anni? In che modo aiutano detta resilienza le centinaia di migliaia che continuiamo a imbarcare ogni anno, con la prospettiva e il demenziale auspicio (quando non un'esplicita, criminale programmazione attivamente implementata) di imbarcarne ancora di più?

Ogni qual volta che si affrontano questioni di sostenibilità, portanza antropica, resilienza, cala un silenzio assordante sul fatto che lo "ingresso" (eufemismo) di milioni di alloctoni in aree già patologicamente sovrappopolate non è in alcun modo compatibile con gli obiettivi ecologici (di resilienza, rientro nei limiti e altri) propugnati, dei quali si discute.
Avevo commentato (vado a memoria) ringraziando MKS per aver esplicitate domande che seguono ragionamenti elementari, questioni che non trovando mai né menzione né risposta non possono che sollevare ulteriori domande e quindi illazioni. Avevo ricordato che Jared Diamond considera gli anacronismi culturali e morali uno dei cinque fattori fondamentali di collasso.
Scienziati, ecologisti, ambientalisti tanto martellano, giustamente, sulla diminuzione dell'insostenibilità, tanto sono silenti, omissivi (se non addirittura censori) sulle migrazioni di massa ovvero guerra migratoria a intensità una volta bassa e ora già (dopo le innumerevoli grandi stragi) medio bassa.
Il commento non è stato pubblicato.
Dopo aver aspettato un paio di giorni, la comunicazione riportata a mo' di occhiello, anch'essa censurata (suppongo da Ugo Bardi).
Effetto Cassandra rimane un luogo fondamentale per ogni ecologista, luogo della rete la cui eccellenza  contrasta fortemente con questo incomprensibile tabù considerato che è uno dei pochi luoghi nei quali si discute il tabù che lo include, quello della sovrappopolazione.
Un luogo di pensiero scientifico non può che patire queste zone vietate al ragionamento, all'analisi, specie se quanto omesso è così strettamente correlato con la natura, lo spirito del luogo.
La questione "perché non si affronta mai la questione delle migrazioni di massa" subite dai territori e genti europee rimane ancora una volta senza risposta.
Nella risposta di Ugo Bardi "per cortesia smetti di fare queste domande"

Gentile MrKeySmasher, sei libero di pensare che in questo blog siamo parte del complotto per distruggere la società occidentale favorendo l'immigrazione, va benissimo. Però, gentilmente, ti prego di evitare di ripetere sempre la stessa cosa nei commenti. Questo te lo ho passato, ma suggerisco un po' di auto-moderazione da parte tua.

si affronta il metodo ma, si evita di entrare nel merito, ancora una volta non si dà una risposta.
E' lo stesso tabù che affligge, ad esempio, Greenpeace.