martedì 27 giugno 2017

Grande inquietudine

Il grande capo quello in cima sopra gli altri capi, mi ha convocato, la settimana scorsa: mi ha detto che... ho tempi troppo lunghi, che  voglio il controllo sulle cose, mi affideranno carichi più impegnativi in tempi minori.
Lo ascoltavo allibito.
Ultimamente ho dato una certo taglio, ho cercato, quando possibile, di usare la roncola o l'ascia invece che cesello, calibro e compasso.  Insomma, nel progetto eravamo andati abbastanza bene.
Mi avevano passato parti che non andavano realizzate da terzi e le avevo sistemate. I terzi sono colleghi ma anche aziende ed organizzazioni esterne. Sono manufatti che vanno bene in un insieme semplice e ridotto di casi e non vanno un cazzo, giri a destra e questi svoltano a sinistra o vanno dritto, nel resto.
Beh, mi ero ingegnato e avevo trovato, anche in tempi veloci, delle soluzioni. A volte tampone, visto che fare le nozze coi fichi non ti lascia molte possibilità.
Poi questo fulmine a ciel sereno.
Ora non ho più grandi margini, già per mio interesse e passione ho fatto, settimanalmente, due o tre ore di straordinario gratuito, per  finire quelle cose che nei tempi compressi non sarei riuscito a finire, per mettere a posto strumenti e officina, etc. .
Mi sento dissociato da questo mondo liquido, incapace di adeguarmi alla frenesia sempre più vorticosa dell'apparenza delle cose. Noi tecnici, fare i bambini in cinque mesi. Come sto, io, in questo teatro della frenesia? Ciò che mi ha insegnato mio papà e poi che ho studiato? Nulla di tutto ciò vale più?
Sono giorni di grande inquietudine, pensieri pesanti, dormo male, il pomeriggio la stanchezza accumulata diventa mordace, l'ansia diventa rabbiosa, scaccia il sonno ristoratore.

sabato 24 giugno 2017

Caldo

Sono in casa, con finestre, tende esterne, scuretti chiusi.
Stamni sono andato a ritirare alcuni prodotti risicoli per i GAS: dire che è stato sgradevole è un blando eufemismo.  Vedo sofferenza sul fogliame appassito, seccato, ovunque. Terreni ridotti a croste di terracotta e senza più copertura vegetale ormai: anche se dovesse piovere non penetrerà nulla.
Qui è un traffico di autobotti che riforniscono paesi e frazioni, ma prima o poi finirà anche l'acqua fossile. Già, l'ecologia questa negletta. La crescita... senza acqua. Mi fanno ridere.

Stiamo mandando arrosto il pianeta. Continuiamo a immettere gas a effetto serra come rifiuti del metabolismo. Questo aumenta le temperature e sposta a nord i tropici.
Mi sembra di essere tornato all'incubo 2003.
Il deserto m ha sempre ripulso e ora me lo trovo in casa.
Col caldo non funziono.

Un po' di pazienza

Poco tempo per il diario, ultimamente. Ed esso ne soffre.
Non c'è un solo motivo principale: un po' i carichi di lavoro, un po'  per il tempo impegnato nella vita reale, il caldo, anche qualche tempo dedicato alle cure del mio corpo, dopo l'ultimo episodio di torcicollo
grave.
Caro diario, porta un po' di pazienza.

mercoledì 21 giugno 2017

Intrecci

Rivedi alcune persone incontrate in questi sei anni di studio. Assorbite dalla vita e dalle sue vicissitudini, da amori trovati o falliti, da voglie di tango scemate rapidamente o da saturazioni, dalle bizze della salute.
_via Weltaugen festeggiava ieri il suo compleanno, una Käsekuchen, qualcosa da bere. Essere lì insieme in questo tempo, kairos scalpitante quando sulle sue ali (quelle del tango). Non sono legami forti, come quelli dell'alpinismo, sono comunque meno deboli di quelli dei divertimenti. Anche solo perché lo studio dell'arte relazionale sì protrae nel tempo e non può non creare principi di legami.
_ela la garbata cattolica ha trovato un moroso, sono felice per lei e i suoi figli rimasti senza papà in giovane età. Ecco, ella dimostra una passione sincera e, nonostante le condizioni familiari pesanti, sì è sempre impegnata per almeno una lezione settimanale. La passione sposta le montagne!
Poi _ara mia compagna di studi per un paio d'anni, sparisce, riappare, sparisce di nuovo nella sua inquietudine esistenziale.
_arini compagna di studi di quest'anno si è rivelata una sorpresa: trovare un(a) partner di studi per un livello ormai non più così basso è un'impresa e quest'anno, ella, ha avuto questa progressione fantastica. Ieri ci siamo divertiti ad essere un po' fuochi di artificio.
Poi alcuni amici di tanto studio, anche _zzz apparso improvvisamente da là in fondo, dall'altra parte della provincia. Noi siamo complici, a volte un po' goliardi a volte un po' amici.
Ecco questo gruppo di anime per una ricorrenza di una di esse.
Alcune le ho abbracciate e poi siamo saliti su quelle ali, lì nell'olimpo della creazione estetica inutile camminando nella musica con un abbraccio. Ecco, scopro la gioia, ancora, un piatto che non ha una ricetta, solo alcuni ingredienti che impazziscono spesso, nel bene e nel male, Mi cullo in questi scampoli di fiabe reali.
Lì sorridiamo, scherziamo e ridiamo, con corpimentianimesullamusica, effetti collaterali di questi amori tre minuti.
La vita s'intreccia col tango, lottano, entrambi vorrebbero dominare.



martedì 20 giugno 2017

XIII milonga solidaria - 2: l'inizio

(XIII milonga solidaria - 1)

Avevo preso il giusto tempo, ero arrivato prima, un'ora e mezza prima. Per godermi la luce di giugno, il formarsi della festa, l'arrivo delle persone. Per godermi il senso del mare infinito e la pregioia, la tensione e l'incredulità per essere lì, in quel cantone liberty meraviglioso della città labronica.
E' così elevata la tensione, all'inizio. L'adrenalina scorre a fiotti.
E quasi a non volermi perdere quella pregioia, ho deciso di aspettare un poco prima di iniziare. Ho scattato qualche foto alla festa che iniziava, col immergersi lento del sole nel mare.
C'erano le grandi navi che salpavano, con le loro trombe salutavano la città e forse quel nucleo vivo di abbracci camminati e danzati.
Solo qualche foto, prima di riporre il furbofono e di iniziare.

_aria era seduta in prima fila, davanti a me. Mi distraeva.

Il sole va giù

Poco più tardi vidi quattro donne intente insieme a indossare le loro calzature.
Un immagine migliore ma avevo già messo via il cosofono.

Un bastimento va...

I primi hanno iniziato...

Altri osservano l'inizio del tanguear con quell'unica miscela di attrazione, tensione, curiosità e, non escluso, timidezza.



Non ancora il tempo



Mentre andavo a lezione di tango, ieri dopo il lavoro, ho provato a chiamare _mlero.
Abbiamo passato una parte della nostra vita insieme e a me dispiace che tutto svanisca nell'oblio.  Un semplice saluto e sapere come sta. Chissà se ora le sarà passata la buriana... mi dicevo.
Non ha risposto. Le ho quindi inviato un messaggio scrivendole che non c'era nulla di urgente, per un saluto e sapere come sta.
Stamani mi ha scritto che sta bene, che non ha interesse a relazionarsi con me, mi ha detto di non cercarla più.
Sono un persona discreta e rispettosa e continuerò il silenzio di questi mesi. Intuisco che ella non abbia ancora digerito la fine della nostra storia. Non è ancora il tempo.
Mi dispiace.

lunedì 19 giugno 2017

Mille in due - 1: bluetto

Devo dire che _aieri è un grano di pepe con bei culo e tette (il lavoro sullo yoga, lo sport e l'alpinismo si vedono). Nella mia quasi atarassia sessuale devo dire che qualche volta l'ho pensata, qualcosa come :- Beh, in gamba la tipa e poi anche carina.
Come mi succede spesso, quando la vidi in gran "tirata" in milonga attirò il mio sguardo; poi, col proseguire queste femmine che diventano persone si deerotizzano ai miei occhi.
Comunque: tornato da Livorno e dormito quattro ore, mi alzo, faccio due cose ed esco, andiamo a farci un giro. La giornata nella savana appenninica riarsa è diventata splendida: vento da nord ed est umidità prossima al nulla e cielo blu. Saliamo con il sole sul viso e l'aria nei capelli per la strada tortuosa, zero traffico.
Così mi racconta che il suo tipo (mi ero dimenticato proprio che aveva accennato a lui) era scocciato, ingelosito che fosse venuta a fare una passeggiata con me.
Mentre mi racconta questo e altro mi raffreddo. Da una parte mi arrabbio con la mia smemoratezza dall'altra rifletto e mi chiedo cosa voglia da lei.
Penso che sto bene con lei perché ci vediamo quando capita, siamo liberi, avvengono sprazzi di conversazione brillante e ci facciamo delle gran risate e poi, fino alla volta successivo, ciascuno orso, libero e selvatico per la vita sua.
Prossimo alla perfezione. E ciò attira. Attira all'eros che poi cambia tutto. E' proprio il paradosso, l'unione che divide, poi.
Così arriva a parlare di qualcosa intimo e sessuale e io, invece di buttare benzina sul fuoco l'ascolto e convengo, anche se mi accorgo, seduti all'ombra di quella quercia al fresco, monti alle spalle e catino padano stipato di fronte, che non siamo proprio ad un convegno di sessuologia clinica. L'erotizzazione, ingrediente importante nel conversare seduttivo, non esiste.
Osservavo la concitazione di vanesse, bombi, api sul lauto banchetto bluetto con musica ronzante, non si pone la questione dell'erotizzazione per loro.